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Art. 524 Codice Civile

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24 provvedimenti

Confisca di prevenzione e diritti del terzo: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale a tutela dei diritti dei terzi in buona fede. In un caso riguardante un immobile venduto e successivamente confiscato all'acquirente, la Corte ha affermato che la trascrizione della domanda giudiziale di risoluzione del contratto per inadempimento, se anteriore alla confisca di prevenzione, prevale su quest'ultima. Di conseguenza, il bene deve essere restituito al venditore originario, poiché la sua azione legale, resa pubblica con la trascrizione, ha un effetto "prenotativo" che rende la successiva confisca inefficace nei suoi confronti. Viene così superata l'idea che la confisca sia sempre un acquisto a titolo originario che estingue ogni diritto preesistente.
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Azione surrogatoria: quando il creditore può agire?
In una complessa vicenda ereditaria, un creditore interviene per tutelare il proprio credito esercitando l'azione surrogatoria nei confronti del debitore, erede pretermesso. La Corte di Cassazione, di fronte a orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla nozione di 'inerzia' del debitore, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite. L'ordinanza interlocutoria solleva due dubbi fondamentali: la definizione di inerzia del debitore ai fini dell'azione surrogatoria e l'ammissibilità di tale azione per l'esercizio dell'azione di riduzione da parte del creditore di un legittimario pretermesso.
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Azione revocatoria: notifica e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17514/2025, ha stabilito che nell'ambito di un'azione revocatoria, la prescrizione si interrompe con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario. Anche una notifica affetta da nullità, ma non inesistente, produce questo effetto sostanziale se viene successivamente sanata, con efficacia retroattiva (ex tunc). La Corte ha rigettato il ricorso di un debitore che, dopo aver venduto i propri immobili, sosteneva l'avvenuta prescrizione dell'azione a causa di un vizio nella notifica iniziale.
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Competenza territoriale successione: il domicilio vince
Un creditore contesta un testamento, ma il convenuto solleva un'eccezione di incompetenza. Il Tribunale accoglie l'eccezione, stabilendo che la competenza territoriale in materia di successione si determina in base all'ultimo domicilio effettivo del defunto, inteso come centro dei suoi interessi, e non necessariamente dal luogo di residenza anagrafica o di decesso.
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