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Art. 52, par. 1, Carta dei diritti fondamentali

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Ricorso per Saltum Sequestro PM: Inammissibile
Un professionista, indagato per reati fiscali, ha impugnato un decreto di sequestro probatorio emesso dal Pubblico Ministero direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per saltum sequestro inammissibile, specificando che l'unico rimedio previsto dalla legge in questi casi è il riesame. La Corte ha inoltre rifiutato di convertire l'impugnazione, poiché la scelta del rimedio errato è stata deliberata e consapevole da parte del ricorrente.
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Sequestro probatorio: limiti e annullamento
Un indagato per calunnia subisce un sequestro probatorio di documenti e dispositivi elettronici. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento per tre motivi fondamentali: l'incompetenza del tribunale che lo ha emesso, la mancanza di una motivazione concreta sull'esistenza del reato (fumus commissi delicti) e la violazione del principio di proporzionalità, dato che il sequestro è stato ritenuto eccessivamente ampio e indiscriminato.
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Sequestro probatorio: l’obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio di documenti, cellulare e computer a carico di un indagato per calunnia, diffamazione e minaccia. La Corte ha stabilito che il provvedimento era illegittimo per la totale assenza di motivazione in merito al 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato) e per la violazione del principio di proporzionalità, non avendo giustificato un'apprensione così indiscriminata di dati digitali.
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Sequestro preventivo ambulatorio: legittimità e limiti
Un ambulatorio veterinario è stato oggetto di sequestro preventivo a causa di una vasta gamma di reati contestati al titolare, tra cui maltrattamento di animali e illeciti farmaceutici. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro dell'intera struttura, respingendo il ricorso del professionista. La decisione si fonda sul principio che, quando le attività illecite sono inestricabilmente connesse a quelle lecite e l'intera azienda funge da strumento per commettere reati, il sequestro preventivo dell'intero ambulatorio è una misura proporzionata e necessaria per prevenire la reiterazione dei crimini.
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Appello penale detenuto: no elezione domicilio se in carcere
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'appello penale del detenuto, anche se per una causa diversa da quella per cui si procede, non può essere dichiarato inammissibile per la mancata elezione di domicilio. Secondo i giudici, tale adempimento è un formalismo eccessivo e sproporzionato, poiché la notifica degli atti può essere effettuata direttamente in carcere, garantendo così il diritto di accesso alla giustizia sancito anche dalla CEDU.
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Sequestro preventivo proporzionalità: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2836/2025, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo contro una società agricola. Pur riconoscendo il rischio di reiterazione del reato, la Corte ha stabilito che la misura cautelare violava il principio di proporzionalità, in quanto il sequestro indiscriminato di tutti i beni aziendali era eccessivo rispetto al fine di impedire nuove attività illecite.
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