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Art. 52 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

6 provvedimenti

Contributo unificato appalti: quando non è dovuto?
Una società ha impugnato l'aggiudicazione di un appalto e, successivamente, l'atto che ne dichiarava l'efficacia. La Corte di Cassazione ha stabilito che non è dovuto un secondo contributo unificato appalti per i motivi aggiunti, poiché entrambi gli atti fanno parte di un'unica procedura. La decisione si fonda sul principio europeo di effettività, che vieta di creare ostacoli economici sproporzionati all'accesso alla giustizia.
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Sanzioni CONSOB: la Cassazione sul favor rei
Un amministratore, sanzionato dalla CONSOB per insider trading, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha respinto le doglianze procedurali e probatorie ma ha accolto il motivo relativo all'entità della sanzione. È stato stabilito che, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha reso applicabile una legge più favorevole (lex mitior), il giudice di merito ha l'obbligo di ricalcolare la sanzione CONSOB in modo proporzionale, non potendosi limitare a verificare che rientri nel nuovo range edittale. La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione della pena.
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Ne bis in idem e bancarotta: quando si può riaprire?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45789/2024, ha stabilito che il principio del 'ne bis in idem' non impedisce un nuovo processo per bancarotta fraudolenta nei confronti di un soggetto già prosciolto per prescrizione dal reato di appropriazione indebita per gli stessi fatti. La Corte ha chiarito che la successiva dichiarazione di fallimento costituisce un elemento storico e giuridico nuovo, che modifica la natura del fatto e giustifica una nuova azione penale.
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Contributo unificato motivi aggiunti: quando non è dovuto
Una società di servizi ha impugnato la sua esclusione da una gara d'appalto e, successivamente, con motivi aggiunti, l'aggiudicazione della stessa gara ad un altro operatore, utilizzando le medesime censure. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11301/2025, ha stabilito che in questo caso non è dovuto un secondo pagamento per il contributo unificato motivi aggiunti. La ragione risiede nella 'connessione forte' e nel rapporto di pregiudizialità-dipendenza tra i due atti: l'annullamento dell'esclusione travolge necessariamente l'aggiudicazione. Non essendoci un ampliamento dell'oggetto della controversia, un'ulteriore tassa costituirebbe un ostacolo ingiustificato all'accesso alla giustizia, in contrasto con i principi del diritto europeo.
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Dichiarazione mendace: quando scatta la decadenza?
Una lavoratrice del settore scolastico è stata esclusa da una graduatoria per aver dichiarato un servizio a tempo pieno anziché part-time. La Corte di Cassazione ha annullato l'esclusione, stabilendo che una dichiarazione mendace causa la decadenza solo se la falsità è determinante per ottenere il beneficio. Poiché, nel caso specifico, il punteggio per il servizio part-time e full-time era identico, la dichiarazione, sebbene non veritiera, era irrilevante ai fini del posizionamento in graduatoria (c.d. 'falso innocuo') e non poteva giustificare l'esclusione.
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Sequestro probatorio sproporzionato: limiti e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro di dispositivi informatici a carico di due imprenditori indagati per corruzione. La Corte ha stabilito che un sequestro probatorio sproporzionato, che non indica specifici criteri di selezione dei dati (temporali, per parole chiave, etc.), è illegittimo e nullo. Tale misura si configura come una ricerca meramente esplorativa, in violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza e dei diritti fondamentali della persona.
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