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Art. 52 Costituzione

21 provvedimenti

Militare condannato per Reato di violata consegna: la Cassazione conferma
Un militare è stato condannato per il Reato di violata consegna. Non aveva consegnato un documento importante a un superiore, lasciandolo sulla scrivania di un collega. La Corte d'Appello militare aveva confermato la condanna, convertendo la pena detentiva in una multa. Il militare ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di non aver agito con consapevolezza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il Reato di violata consegna si configura anche senza un danno concreto, essendo sufficiente la violazione del dovere per tutelare la funzionalità dei servizi militari. Il militare deve pagare le spese processuali.
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Sospensione della leva obbligatoria: la condanna resta valida
Un cittadino, condannato definitivamente nel 1985 per aver rifiutato il servizio militare per motivi religiosi, ha chiesto la revoca della pena. Il condannato ha sostenuto che la sospensione della leva obbligatoria avesse cancellato il reato (abolitio criminis). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno chiarito che la sospensione della leva obbligatoria non cancella il reato, ma rappresenta una semplice pausa temporanea nell'applicazione del reclutamento. Il dovere di difesa della patria e la norma penale rimangono validi nell'ordinamento in stato di quiescenza. Di conseguenza, le vecchie condanne definitive restano immutate e non possono essere revocate dal giudice dell'esecuzione.
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Punteggio servizio militare ATA: nuove regole
La Corte d'Appello di Trieste ha riformato una sentenza di primo grado riguardante il calcolo del punteggio servizio militare ATA nelle graduatorie scolastiche. La decisione chiarisce che il servizio di leva svolto non in costanza di rapporto di lavoro non dà diritto al punteggio pieno di 6 punti annui, ma deve essere valutato secondo la misura inferiore prevista per il servizio reso alle dipendenze delle amministrazioni statali.
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Esenzione donazione quote societarie: negata per società estera
Una contribuente dona ai familiari quote di una società con sede in Lussemburgo, ritenendo di beneficiare dell'esenzione dall'imposta di donazione. L'Agenzia delle Entrate contesta l'agevolazione, sostenendo la mancanza dei requisiti. La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: l'esenzione imposta donazione quote societarie si applica anche alle società UE per non violare la libertà di stabilimento. Tuttavia, l'agevolazione è concessa solo alle stesse, rigide condizioni previste per le società italiane: il trasferimento deve garantire il passaggio del controllo societario e i beneficiari devono impegnarsi a mantenerlo per cinque anni. Poiché queste condizioni non erano soddisfatte, il ricorso dei contribuenti è stato respinto e l'imposta confermata.
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Abolitio criminis e leva militare: perché la condanna resta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino condannato nel 1982 per mancanza alla chiamata alle armi, il quale invocava l'abolitio criminis a seguito della sospensione della leva obbligatoria. Il ricorrente sosteneva che l'equiparazione tra servizio militare e civile, sancita dalla Corte Costituzionale, rendesse la sua condotta non più penalmente rilevante. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che l'articolo 151 del codice penale militare di pace non è stato abrogato, ma solo reso inoperante dalla sospensione del servizio di leva. Inoltre, il condannato non aveva mai presentato domanda per il servizio civile alternativo, limitandosi a non presentarsi al distretto. Di conseguenza, non sussistono i presupposti per la revoca della condanna, poiché il fatto costituisce ancora reato nell'ordinamento vigente, nonostante il mutato contesto normativo sulla leva.
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Servizio militare: punteggio pieno nelle graduatorie
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un docente al riconoscimento del punteggio pieno per il servizio militare prestato, anche se non in costanza di nomina. Il Ministero dell'Istruzione contestava l'attribuzione di 12 punti, sostenendo che il servizio dovesse essere valutato come aspecifico (6 punti) poiché svolto prima dell'assunzione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il servizio militare è valido a tutti gli effetti per la carriera e l'accesso ai ruoli, rendendo illegittime le limitazioni previste dalle ordinanze ministeriali che tentano di ridurne il valore.
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Punteggio servizio militare: vale di più se in servizio?
Un membro del personale scolastico ATA ha contestato l'assegnazione di un punteggio servizio militare inferiore perché svolto prima dell'inizio di un rapporto di lavoro con la scuola. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che è legittimo differenziare il punteggio: quello più alto spetta a chi interrompe un lavoro già in essere per adempiere all'obbligo di leva, al fine di non penalizzarlo; quello più basso, equiparato al servizio civile presso enti pubblici, spetta a chi lo ha svolto prima, in quanto le due situazioni non sono comparabili.
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Punteggio servizio militare ATA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22429/2024, ha stabilito la legittimità della differenziazione del punteggio del servizio militare ai fini delle graduatorie del personale ATA. Viene confermato che il servizio prestato in costanza di rapporto di lavoro riceve una valutazione maggiore rispetto a quello svolto prima dell'instaurazione di un impiego nel settore scolastico. Quest'ultimo viene equiparato al servizio reso presso altre pubbliche amministrazioni, ottenendo un punteggio inferiore. La Corte ha ritenuto tale diversità di trattamento ragionevole e non discriminatoria.
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Punteggio servizio militare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito la legittimità della differente valutazione del punteggio servizio militare ai fini delle graduatorie del personale ATA. Il servizio prestato in costanza di rapporto di lavoro deve essere equiparato al servizio civile, mentre quello svolto al di fuori di un rapporto di lavoro può ricevere un punteggio inferiore, purché non discriminatorio rispetto ad altri servizi presso enti pubblici.
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Servizio militare: punteggio ATA sempre valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che il periodo di servizio militare deve essere sempre riconosciuto ai fini del punteggio nelle graduatorie del personale ATA, anche se svolto prima dell'instaurazione di un rapporto di lavoro nel settore scolastico. La Corte ha ritenuto illegittima e disapplicato la norma ministeriale che limitava tale riconoscimento al solo servizio prestato "in costanza di nomina". La decisione si fonda sull'interpretazione estensiva della normativa primaria, che garantisce la valutazione del servizio militare nei concorsi pubblici senza tale restrizione.
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Punteggio servizio militare: sì nelle graduatorie
Un docente si è visto annullare un contratto a tempo determinato dopo che l'amministrazione scolastica aveva rettificato il suo punteggio, escludendo i 12 punti per il servizio militare obbligatorio non prestato in costanza di servizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8586/2024, ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il punteggio servizio militare deve essere sempre riconosciuto nelle graduatorie, in quanto le norme primarie (come l'art. 485, co. 7, D.Lgs. 297/1994) hanno portata generale e non possono essere derogate da fonti secondarie come i decreti ministeriali. La Corte ha affermato che il servizio reso alla patria è valido 'a tutti gli effetti', inclusa la valutazione nelle selezioni pubbliche come le graduatorie scolastiche.
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Diffamazione militare: solo il carcere è legittimo?
Un militare è stato condannato per diffamazione militare dopo aver pubblicato un post sui social media in cui attribuiva erroneamente a suicidio la morte di un collega, criticando le gerarchie militari. La Corte di Cassazione, investita del ricorso, ha sospeso il giudizio e sollevato una questione di legittimità costituzionale sull'art. 227 del codice penale militare di pace. Il dubbio riguarda la previsione della sola pena detentiva, senza un'alternativa pecuniaria, che potrebbe violare la libertà di espressione.
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Punteggio servizio militare: la decisione spetta al Giudice Ordinario
Un membro del personale scolastico ATA ha richiesto il pieno riconoscimento del punteggio per il servizio militare nelle graduatorie. La Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 2277/2024, ha risolto la questione di giurisdizione, stabilendo che la competenza a decidere spetta al Giudice Ordinario e non a quello Amministrativo. La decisione si fonda sul fatto che il ricorrente fa valere un diritto soggettivo derivante dalla legge, chiedendo la disapplicazione dell'atto amministrativo che lo limita, anziché il suo annullamento.
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Punteggio servizio militare: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9738/2025, ha stabilito la legittimità della differenziazione del punteggio servizio militare nelle graduatorie del personale scolastico ATA. Il servizio prestato in costanza di rapporto di lavoro viene valutato maggiormente (6 punti) rispetto a quello svolto prima dell'assunzione (0,60 punti), poiché mira a non penalizzare chi interrompe la propria carriera per adempiere a un dovere civico. La Corte ha ritenuto tale differenziazione non discriminatoria e conforme alla normativa primaria.
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Punteggio servizio civile: sì nelle graduatorie scuola
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un docente a vedersi riconosciuto il punteggio del servizio civile nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). La sentenza stabilisce che il servizio civile, equiparato a quello militare, deve essere sempre valutato, anche se prestato prima dell'inizio del rapporto di lavoro nel mondo della scuola. Le norme ministeriali che negano questo diritto sono state considerate illegittime e quindi non applicabili.
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Punteggio servizio militare: sì alla differenziazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13705/2025, ha stabilito la legittimità della differente valutazione del punteggio servizio militare nelle graduatorie del personale scolastico. Il servizio svolto non in costanza di rapporto di lavoro viene valutato meno rispetto a quello prestato interrompendo un incarico scolastico. Secondo la Corte, questa differenziazione non è discriminatoria ma ragionevole, in quanto tutela chi è costretto a interrompere il proprio servizio per adempiere a un obbligo di legge, equiparando tale periodo al servizio effettivo. Per chi svolge il servizio militare prima di entrare nel mondo della scuola, il punteggio è correttamente assimilato a quello di un generico servizio reso presso un'altra amministrazione pubblica.
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Punteggio servizio militare GPS: vale sempre
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Istruzione, stabilendo che il punteggio per il servizio militare deve essere sempre riconosciuto nelle graduatorie docenti (GPS), anche se svolto non in costanza di nomina. La Corte ha dichiarato illegittima l'ordinanza ministeriale che ne prevedeva la totale esclusione, in quanto viola il principio secondo cui un dovere obbligatorio verso lo Stato non può tradursi in un pregiudizio per la carriera del cittadino.
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Valutazione servizio militare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un docente contro il Ministero dell'Istruzione, stabilendo che la valutazione del servizio militare ai fini delle graduatorie scolastiche deve essere sempre riconosciuta, anche se prestato non in costanza di un rapporto di lavoro. La Corte ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, affermando che una diversa interpretazione sarebbe discriminatoria e contraria ai principi costituzionali. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio consolidato.
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Ingiuria a inferiore: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un sottotenente condannato per il reato di ingiuria a inferiore continuata. L'ufficiale aveva proferito frasi offensive verso due sottoposti. La Corte ha ribadito che l'ingiuria a inferiore in un contesto militare assume una gravità particolare a causa della relazione gerarchica, escludendo sia la particolare tenuità del fatto sia la prevalenza delle attenuanti generiche, data la natura della condotta e la sua potenziale ripetitività.
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Punteggio servizio civile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17861/2025, ha stabilito la legittimità della differente valutazione del punteggio servizio civile nelle graduatorie del personale scolastico (ATA). Viene confermato che il servizio civile svolto non in costanza di rapporto di lavoro riceve un punteggio inferiore (0,60 punti per anno) rispetto a quello prestato durante un rapporto di lavoro preesistente (6 punti per anno). La Corte ha ritenuto ragionevole questa distinzione, poiché mira a non penalizzare chi è costretto a sospendere il proprio lavoro per adempiere a un dovere civico, equiparandolo al servizio effettivamente reso, mentre valuta correttamente il servizio autonomo come una generica prestazione presso un ente pubblico.
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