La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33601/2023, ha respinto il ricorso di un'associazione professionale, confermando un avviso di accertamento per costi ritenuti fittizi. La Corte ha ribadito che l'onere della prova costi, ossia dimostrarne l'effettività e l'inerenza all'attività d'impresa, spetta interamente al contribuente. La sola esibizione di fatture non è sufficiente, soprattutto quando l'Agenzia delle Entrate fornisce indizi gravi, precisi e concordanti che suggeriscono un'operazione anti-economica e inesistente.
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