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Art. 52 CDFUE

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Sequestro probatorio: regole su dati e dispositivi
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della legittimità del **Sequestro probatorio** applicato a dispositivi informatici in un'indagine per corruzione. Il Tribunale del Riesame aveva inizialmente annullato il sequestro di smartphone e PC, ritenendo sproporzionato l'arco temporale dei dati acquisiti (cinque anni) rispetto al periodo dei reati contestati (due anni). La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, stabilendo che la motivazione fornita dal Pubblico Ministero tramite rinvio ad atti precedenti era sufficiente. La complessità del sistema illecito ipotizzato giustifica un'analisi estesa all'intero mandato amministrativo dell'indagato, rendendo la misura proporzionata agli obiettivi della prova.
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Mandato di arresto europeo: quando è legittimo?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la consegna di un cittadino UE basata su un mandato di arresto europeo. La Corte stabilisce che la valutazione delle condizioni carcerarie non può basarsi solo sullo spazio minimo, ma deve considerare "fattori compensativi" che garantiscano una detenzione dignitosa, riaffermando il principio di reciproca fiducia tra Stati membri.
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Ricusazione del giudice: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18179/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che respingeva un'istanza di ricusazione del giudice. L'istanza era tardiva e non corredata dalle prove necessarie, confermando che i termini e gli oneri formali previsti dalla legge sono inderogabili per garantire il corretto svolgimento del processo.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché il sequestro era stato revocato dal Pubblico Ministero prima dell'udienza. Di conseguenza, i ricorrenti non avevano più un interesse concreto a una decisione nel merito, e il ricorso è stato archiviato senza condanna al pagamento delle spese processuali.
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Responsabilità amministratori: dovere di informarsi
La Corte di Cassazione conferma la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore privo di deleghe di un istituto di credito per omissioni informative in un prospetto. L'ordinanza chiarisce l'estensione della responsabilità amministratori, sottolineando il loro dovere di agire informati e di attivarsi proattivamente per vigilare sulla gestione, specialmente in presenza di segnali di allarme. Viene ribadito che, in questo contesto, la negligenza è sufficiente per configurare l'illecito e non si applica il principio della legge più favorevole (favor rei).
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