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Art. 517-ter Codice Penale

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48 provvedimenti

Marchio non registrato: la Cassazione sulla tutela penale
Un commerciante era stato condannato per la vendita di prodotti con un marchio non ancora registrato. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo che la tutela penale per l'usurpazione di titoli di proprietà industriale, prevista dall'art. 517-ter c.p., si applica solo dopo l'effettiva concessione del marchio. Il semplice deposito della domanda di registrazione non è sufficiente a configurare il reato. La sentenza sottolinea l'importanza della registrazione per la conoscibilità del diritto da parte di terzi.
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Violazione brevetto: responsabilità civile resta?
La Corte di Cassazione conferma che la prescrizione del reato per violazione di brevetto non estingue l'obbligo di risarcire il danno alla parte civile. Nel caso di specie, un ex collaboratore aveva prodotto e venduto un macchinario simile a quello brevettato dalla sua precedente azienda. Anche se il reato è stato dichiarato prescritto, la Corte ha ritenuto provata la condotta illecita ai fini delle statuizioni civili, basandosi su un quadro indiziario complessivo che superava le mere differenze tecniche tra i due apparati.
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Legittimazione attiva: appello nullo se non del proprietario
Un imprenditore presenta ricorso contro un sequestro preventivo di beni aziendali, accusati di violare il diritto d'autore. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di legittimazione attiva. La sentenza sottolinea che, poiché i beni appartengono alla società e non alla persona fisica dell'imprenditore, solo la società stessa avrebbe potuto impugnare il provvedimento. Viene così ribadito un principio fondamentale del diritto processuale.
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Prescrizione associazione per delinquere: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione, annullando con rinvio la sentenza d'appello. La Corte stabilisce che, per calcolare la prescrizione dell'associazione per delinquere, non si può presumere che il reato continui fino alla data della sentenza di primo grado. È invece necessario dimostrare con prove concrete la persistente "virulenza" e operatività del gruppo criminale. La decisione ha implicazioni significative sulla data di cessazione del reato permanente.
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Contraffazione indiretta: la Cassazione decide
Un'azienda importa ricambi compatibili per un noto aspirapolvere, venendo condannata per violazione di brevetti. La Cassazione interviene su due fronti: dichiara inammissibile l'appello penale dell'imputato assente per mancanza di procura speciale, ma estingue il reato per prescrizione. Sul piano civile, però, accoglie il ricorso della parte lesa, stabilendo il principio della contraffazione indiretta. Il caso viene rinviato al giudice civile per valutare se la fornitura di componenti destinati a realizzare un'invenzione brevettata costituisca un illecito risarcibile.
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Rinuncia al ricorso: Cassazione la dichiara inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imprenditrice indagata per la vendita di prodotti con marchi contraffatti. La decisione è stata presa non nel merito della questione, ma a seguito della rinuncia al ricorso da parte della stessa ricorrente. Di conseguenza, l'imprenditrice è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Dolo eventuale: coltivazione di varietà vegetale protetta
Un imprenditore agricolo, condannato per aver coltivato pomodori di una varietà protetta da brevetto, viene assolto dalla Cassazione. La Corte ha ritenuto non provato il dolo eventuale, elemento psicologico necessario per la configurabilità del reato, annullando la sentenza perché il fatto non costituisce reato.
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Sequestro probatorio: quando serve la convalida del PM?
La Corte di Cassazione annulla un sequestro probatorio di lampade e articoli LED, poiché eseguito su beni diversi da quelli indicati nel decreto di perquisizione (giocattoli) e senza il successivo decreto di convalida del Pubblico Ministero. La sentenza ribadisce che, quando la polizia giudiziaria agisce con discrezionalità nell'individuare i beni da sequestrare, la convalida del magistrato è un atto necessario a pena di illegittimità della misura cautelare.
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