Con l'ordinanza n. 19278/2024, la Cassazione chiarisce che la presunzione legale di maggior reddito derivante da accertamento bancario sui versamenti si applica a tutti i contribuenti, inclusi i privati non imprenditori. A seguito di un avviso di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA, basato su indagini bancarie, una Commissione Tributaria Regionale aveva escluso tale presunzione per un contribuente non imprenditore. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, ribadendo che l'art. 32 del d.P.R. 600/1973 ha portata generale. Spetta quindi al contribuente, anche se privato, fornire la prova analitica che i versamenti sul proprio conto non costituiscono reddito imponibile.
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