Tre indagati, accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, hanno impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La difesa contestava la competenza territoriale del Tribunale di Torino e l'applicazione dell'aggravante agevolazione mafiosa. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi sulla competenza, confermando le regole di radicamento territoriale basate sull'operatività del gruppo. Tuttavia, ha accolto il ricorso sull'aggravante: i giudici di merito avevano collegato il traffico di droga alla cosca mafiosa in modo del tutto apodittico, senza prove concrete del fine di agevolazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza limitatamente all'aggravante agevolazione mafiosa, confermando la misura cautelare per i restanti reati di droga.
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