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Art. 5 l. n. 130 del 2022

12 provvedimenti

IMU immobili merce: lite sospesa per la definizione agevolata
Un Comune ha richiesto il pagamento dell'imposta municipale per gli anni 2012 e 2013 a una società edile su fabbricati destinati alla vendita. La società sosteneva l'esenzione totale retroattiva per la specifica categoria della IMU immobili merce. Davanti alla Corte di Cassazione, la società contribuente ha avanzato richiesta di sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie pendenti. La Corte ha ordinato il rinvio della causa a nuovo ruolo. I giudici devono verificare se l'ente locale abbia approvato il regolamento per estendere la sanatoria ai tributi comunali, sospendendo temporaneamente la pronuncia sulla debenza del tributo.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che aveva annullato un avviso di accertamento per maggiori ricavi emesso nei confronti di un'azienda di servizi funebri. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge numero 130 del 2022. Essendo la domanda risultata regolare, l'ufficio impositore ha chiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese di giudizio rimanessero a carico della parte che le ha anticipate.
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Rimborso IVA: la scelta della compensazione blocca la restituzione
Una società ha richiesto il rimborso IVA per un credito del 2007, precedentemente indicato in dichiarazione per la compensazione e mai utilizzato. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato la richiesta ritenendola tardiva. La Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che se il contribuente sceglie la compensazione anziché il rimborso nella dichiarazione annuale, non si applica il termine di prescrizione decennale. In mancanza di una chiara volontà di rimborso, opera il termine di decadenza biennale previsto dalla legge. Di conseguenza, la richiesta presentata oltre i due anni è fuori tempo massimo. La Corte ha inoltre chiarito che le controversie sui rimborsi non possono accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, riservata solo agli atti impositivi.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra fisco e impresa
Una società riceve un avviso di accertamento per costi non inerenti e non documentati. Dopo i primi due gradi di giudizio favorevoli alla contribuente, l'Amministrazione Finanziaria ricorre in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società chiede la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie pendenti, prevista dalla legge numero 130 del 2022. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della richiesta e l'assenza di cause di inammissibilità, accoglie l'istanza. Di conseguenza, i giudici dispongono la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Fisco ko: definizione agevolata delle controversie tributarie
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che escludeva l'applicazione dell'IVA sul trasferimento delle infrastrutture idriche dal Comune al gestore del servizio. Durante il giudizio di Cassazione, il Comune ha richiesto l'estinzione del processo avvalendosi della definizione agevolata delle controversie tributarie, dimostrando il pagamento di quanto dovuto. Poiché non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria ed è decorso il termine di legge senza richieste di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha sostenute, chiudendo definitivamente la lite a favore del Comune.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: il Comune chiude la causa IVA
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che escludeva dall'IVA il trasferimento delle infrastrutture idriche dal Comune al gestore del servizio. Durante il giudizio di Cassazione, il Comune ha presentato istanza di definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della legge numero 130 del 2022, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. Poiché non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria ed è decorso il termine di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito della tassazione IVA, con le spese di causa che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: vince il Comune
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che escludeva l'applicazione dell'IVA sul trasferimento gratuito delle infrastrutture idriche dal Comune al gestore del servizio. Durante il giudizio di Cassazione, il Comune ha richiesto la definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della legge numero 130 del 2022, presentando la documentazione del pagamento effettuato. Poiché è decorso il termine di legge senza obiezioni o richieste di trattazione da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia fiscale si chiude definitivamente senza una decisione sul merito della tassazione IVA, lasciando le spese di giudizio a carico di chi le ha anticipate.
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Residenza Fittizia? Sospensione processo tributario per pace fiscale
Una contribuente, ritenuta dal Fisco residente in Italia anziché in Svizzera, impugnava un avviso di accertamento. Giunta la causa in Cassazione, la parte ha chiesto l'estinzione del giudizio per aver aderito alla definizione agevolata, pagando il dovuto. La Corte Suprema, in attesa che l'Amministrazione finanziaria verifichi la regolarità della procedura, ha disposto la sospensione del processo tributario. La decisione finale sul merito della controversia è quindi rimandata, dimostrando come l'adesione a una 'pace fiscale' possa congelare un contenzioso pendente.
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Definizione agevolata: stop al processo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un contenzioso tra l'Amministrazione Finanziaria e un contribuente riguardante una cartella di pagamento emessa a seguito di un accertamento parzialmente confermato in appello. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato la cartella poiché l'Ufficio non aveva ricalcolato l'imposta in base alla riduzione del reddito stabilita dai giudici. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per permettere il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al fisco
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sul ritrovamento di un'agenda che provava l'esercizio di un'attività d'impresa non dichiarata. Dopo una sentenza d'appello parzialmente favorevole, la causa è giunta in Cassazione. Durante il giudizio, il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla legge n. 130 del 2022, versando il 20% del valore della controversia. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità del pagamento e l'assenza di dinieghi da parte dell'amministrazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che il perfezionamento della sanatoria fiscale interrompe definitivamente il contenzioso, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinta la lite pagando il 20%
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES, IRAP e IVA per l'anno 2013. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge 130/2022, dimostrando di aver versato il 20% del valore della lite, pari a circa 3.900 euro su un totale di oltre 19.000 euro. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità della documentazione e l'assenza di diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese di lite sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla normativa speciale sulla tregua fiscale.
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Definizione agevolata: revoca e nuova estinzione
La Cassazione revoca un decreto di estinzione emesso per un errore di fatto, basato su una prima istanza di definizione agevolata che era stata negata. Successivamente, la Corte dichiara estinto il medesimo processo grazie all'avvenuta, e provata, positiva conclusione di una seconda e diversa procedura di definizione agevolata, ponendo così fine alla controversia tributaria tra Fisco e contribuente.
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