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Art. 5, L. 31 agosto 2022, n. 130

10 provvedimenti

Definizione agevolata della lite tributaria: processo sospeso
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società maggiori imposte per IVA, IRAP e imposte dirette per l'anno 2004. Il Fisco ha riscontrato anomalie rispetto agli studi di settore e un'arbitraria imputazione di costi e ricavi tra diversi esercizi fiscali. Dopo decisioni discordanti nei primi due gradi di giudizio, la causa è approdata in Cassazione. Davanti ai giudici di legittimità, la società ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla sanatoria fiscale prevista dalla legge di riforma del processo tributario. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, bloccando il giudizio tributario. La definizione agevolata della lite tributaria consente quindi alla contribuente di chiudere la pendenza pagando una somma ridotta ed evitando una decisione definitiva sul merito.
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Definizione agevolata: il Fisco deve confermare lo stop alla lite
Una società riceveva due avvisi di accertamento per imposte non pagate (IRES, IRAP e IVA), legati a contestazioni su spese di sponsorizzazione e pubblicità. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente chiedeva l'estinzione del processo, avendo aderito alla definizione agevolata della lite fiscale. Poiché l'Agenzia delle Entrate non aveva ancora potuto esprimersi su questa richiesta, la Suprema Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo all'ufficio fiscale sessanta giorni per presentare le proprie osservazioni.
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Sospensione del processo tributario: stop alla lite sui compensi
Un professionista ha impugnato due avvisi di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA relativi a una contestata ritardata fatturazione di compensi professionali. Dopo il rigetto nei primi gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato istanza per ottenere la sospensione del processo tributario ai sensi della legge sulla definizione agevolata delle liti pendenti (Legge n. 130/2022). La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta di sospensione, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata debiti tributari: lite IVA chiusa in Cassazione
Un'Azienda impugnava un avviso di accertamento per IVA non versata. Il contenzioso è arrivato fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, l'Azienda ha aderito alla 'definizione agevolata dei debiti tributari', una sorta di 'pace fiscale' per chiudere le pendenze con il Fisco. A seguito di questo accordo, sia l'Azienda che l'Agenzia delle Entrate hanno chiesto di terminare la causa. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio per 'cessazione della materia del contendere', ponendo fine alla disputa legale senza decidere nel merito chi avesse ragione.
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Sospensione del giudizio tributario: guida Legge 130
Un contribuente ha impugnato in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa a cartelle esattoriali e avvisi di intimazione. Durante il procedimento, il ricorrente ha depositato un'istanza di sospensione del giudizio ai sensi della Legge 130/2022, che introduce novità sulla giustizia tributaria. La Suprema Corte, preso atto della richiesta volta a favorire la definizione agevolata della lite, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, sospendendo temporaneamente la decisione sui motivi di ricorso.
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Definizione agevolata: stop alle liti con il fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante un avviso di liquidazione per maggiore imposta di successione. La controversia verteva sulla valutazione di quote societarie, contestata dagli eredi che lamentavano un eccessivo valore basato su bilanci non aggiornati rispetto al degrado di un immobile sociale. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa del 2022. Avendo provveduto al pagamento integrale del dovuto, la Corte ha riscontrato la cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate e negando l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Sospensione del giudizio tributario: la Legge 130/2022
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF relativo all'anno 2006, emesso nei suoi confronti in qualità di legale rappresentante di una società cessata. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta dinanzi alla Suprema Corte. Il ricorrente ha presentato istanza per la sospensione del giudizio tributario invocando l'applicazione della Legge n. 130 del 2022, che permette la definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura amministrativa.
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Rimessione in termini: no se il professionista è negligente
La Corte di Cassazione ha stabilito che la negligenza del professionista incaricato non costituisce una 'causa non imputabile' per giustificare una rimessione in termini. In un caso riguardante un ricorso tributario depositato in ritardo, la Corte ha respinto la richiesta del contribuente, affermando che la scelta del difensore e la vigilanza sul suo operato ricadono sulla parte, la quale può eventualmente agire per responsabilità professionale ma non ottenere la riapertura dei termini processuali.
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Definizione agevolata: il pagamento deve essere esatto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente, confermando che per accedere alla definizione agevolata è necessario il pagamento esatto dell'importo dovuto. Un versamento anche di poco inferiore, nel caso di specie di soli 25 euro, preclude l'accesso al beneficio, poiché le norme sulla tolleranza previste per altre procedure non sono estensibili. La Corte ha inoltre respinto il ricorso principale contro l'accertamento fiscale, confermando la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate su tutti i fronti, inclusa la determinazione del ricarico e le modalità di acquisizione dei documenti.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo a presunte fatture inesistenti. I contribuenti, durante il giudizio, avevano presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della L. 130/2022, versando gli importi dovuti. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge, la Corte ha confermato il perfezionamento della procedura e la conseguente estinzione del giudizio.
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