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Art. 5 della l. n. 130 del 2022

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Definizione Agevolata: Azienda chiude la lite con il Fisco
Un'azienda del settore automobilistico ha ricevuto un avviso di accertamento per presunte irregolarità fiscali relative a deduzioni di costi e detrazioni IVA. Dopo aver impugnato l'atto, e mentre il processo era pendente in Cassazione, l'azienda ha scelto di aderire alla **definizione agevolata della lite**, pagando l'importo richiesto dalla procedura speciale. La Corte di Cassazione, prendendo atto del pagamento e della domanda di adesione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La lite si è quindi conclusa non con una sentenza di merito, ma grazie allo strumento della definizione agevolata, con le spese legali che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, aderisce alla definizione agevolata. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'adesione alla sanatoria implica una rinuncia alla lite. Le spese legali vengono compensate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società e i suoi soci, destinatari di avvisi di accertamento per presunti versamenti e prelievi ingiustificati, hanno impugnato la pretesa fiscale fino in Cassazione. Durante il giudizio, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del buon esito della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Costi da reato: deducibilità e onere della prova
La Cassazione affronta il tema della deducibilità dei costi da reato. La Corte ha stabilito che la non deducibilità scatta solo se è stata esercitata l'azione penale. Il giudice tributario non può accertare incidentalmente il reato, ma deve limitarsi a verificare la pendenza del procedimento penale. La sentenza chiarisce anche l'onere della prova a carico del contribuente per le movimentazioni bancarie e applica il principio del favor rei per le sanzioni.
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Accertamento analitico-induttivo: i limiti del Fisco
Una società alberghiera e il suo socio di maggioranza hanno contestato un accertamento analitico-induttivo basato su presunte incongruenze contabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che in presenza di contabilità incompleta, l'Amministrazione Finanziaria può legittimamente utilizzare presunzioni semplici per ricostruire i ricavi. La Corte ha inoltre chiarito che una motivazione sintetica da parte del giudice di merito non rende la sentenza nulla se il percorso logico-giuridico è comprensibile. Il procedimento relativo al socio è stato invece dichiarato estinto a seguito di definizione agevolata.
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