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art. 5 d.lgs. n. 28 del 2010

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Mediazione obbligatoria: l’assenza non cancella il debito
Un'azienda creditrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro una societa debitrice per canoni d'affitto d'azienda non pagati. La societa debitrice ha proposto opposizione. La Corte d'appello ha dichiarato improcedibile la domanda del creditore perche non ha partecipato alla procedura di mediazione obbligatoria. La Cassazione ha accolto il ricorso del creditore. Poiche nel caso specifico l'onere di avviare la mediazione era stato attribuito alla societa debitrice senza contestazioni, la mancata partecipazione del creditore non poteva causare l'improcedibilita della causa. La legge prevede infatti solo sanzioni pecuniarie e conseguenze sulle prove per chi non si presenta, non la perdita del diritto di agire in giudizio. La sentenza e stata cassata con rinvio.
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Regolamento di competenza: quando il ricorso è inammissibile
Il Creditore avvia un pignoramento presso terzi contro la Compagnia Assicurativa davanti al Tribunale di Bologna. La Compagnia Assicurativa si oppone e il giudice sospende l'esecuzione. Il Creditore riassume la causa a Bologna ma contesta la competenza territoriale, ritenendo competente il Tribunale di Napoli. Il Tribunale di Bologna rigetta l'eccezione e ordina la mediazione. Il Creditore propone quindi il regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. L'ordinanza del giudice di merito che rigetta l'eccezione di incompetenza senza invitare le parti a precisare le conclusioni definitive ha natura meramente interlocutoria. Di conseguenza, tale provvedimento non può essere impugnato direttamente con il regolamento di competenza, dovendo la causa proseguire nel merito.
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Mediazione obbligatoria: limiti al rilievo in appello
La Corte di Cassazione chiarisce che, in materia di mediazione obbligatoria, se il giudice di primo grado non rileva il difetto di procedibilità entro la prima udienza e le parti non impugnano tale omissione, si forma un giudicato interno. Questo impedisce al giudice di appello di dichiarare l'improcedibilità della domanda d'ufficio, garantendo la prosecuzione del giudizio nel merito.
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Leasing traslativo: quando si riavranno i canoni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29557/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di leasing traslativo. In caso di risoluzione del contratto per inadempimento dell'utilizzatore, quest'ultimo ha diritto alla restituzione dei canoni versati solo dopo aver restituito il bene alla società concedente. La Corte ha stabilito che la riconsegna del bene è un presupposto logico e giuridico imprescindibile per poter richiedere la restituzione delle somme, in quanto solo da quel momento la società concedente può trarre nuove utilità dal bene e si può calcolare l'equo compenso. Il ricorso dell'utilizzatore, che lamentava anche vizi procedurali, è stato integralmente rigettato.
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Leasing immobiliare: nullità se l’immobile è vago
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di leasing immobiliare per un bene da costruire è nullo se l'immobile non è identificabile con certezza fin dall'inizio. Analizzando un caso in cui una società contestava la validità di un contratto per la descrizione generica dell'immobile, la Corte ha cassato la decisione d'appello. I giudici hanno sottolineato che la funzione di finanziamento non può prevalere sul requisito della determinatezza dell'oggetto, essenziale per la validità del patto di opzione di acquisto.
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Improcedibilità ricorso cassazione: ecco perché
Una società cooperativa, dichiarata fallita, vedeva il suo reclamo rigettato dalla Corte d'Appello. L'ex rappresentante legale ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione, la quale lo ha dichiarato inammissibile. La decisione si fonda sulla violazione di precise norme procedurali, in particolare la tardività del ricorso e il mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata, confermando la severità dei requisiti per l'improcedibilità del ricorso per cassazione in ambito fallimentare.
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Mediazione domanda riconvenzionale: la Cassazione chiarisce
Con la sentenza n. 3452/2024, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la condizione di procedibilità della mediazione obbligatoria non si applica alla domanda riconvenzionale. Analizzando un caso di locazione, la Corte ha chiarito che l'obbligo di mediazione riguarda solo l'atto introduttivo del giudizio, per non aggravare il processo e rispettare il principio di ragionevole durata. La funzione deflattiva della mediazione si esaurisce una volta che la causa è già iniziata.
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Distanze legali e usucapione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva ordinato la rimozione di impianti idrici da un muro di confine per violazione delle distanze legali. La Cassazione ha stabilito che i giudici d'appello hanno commesso un errore procedurale non esaminando l'eccezione di usucapione di servitù, sollevata dai proprietari degli impianti. Tale eccezione, se accolta, avrebbe potuto giustificare il mantenimento delle opere in deroga alle norme sulle distanze.
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Mediazione obbligatoria: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una conduttrice che lamentava l'irregolare svolgimento della procedura di mediazione obbligatoria. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova da parte della ricorrente e sulla mancata impugnazione di una delle autonome ragioni che sorreggevano la sentenza d'appello, confermando l'importanza di una corretta impostazione processuale.
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