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Art. 5, comma 3, del D.Lgs. n. 147 del 2015

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Plusvalenza terreno edificabile: Cassazione ribalta annullamento
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Plusvalenza terreno edificabile non dichiarata. Un Contribuente aveva venduto due lotti di terreno edificabile, ma l'Agenzia delle Entrate contestava l'omessa dichiarazione della plusvalenza, nonostante il Contribuente avesse pagato un'imposta sostitutiva basata su un valore di perizia. I giudici di merito avevano annullato l'accertamento senza esaminare la pretesa fiscale. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il giudice di appello non doveva limitarsi ad annullare l'atto, ma doveva esaminare il merito della pretesa tributaria, considerando il valore di perizia come riferimento minimo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Plusvalenza immobiliare e valore di registro: limiti
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per una presunta maggiore plusvalenza immobiliare. L'Agenzia delle Entrate aveva basato il calcolo sul valore accertato ai fini dell'imposta di registro, superiore al prezzo dichiarato. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il valore di registro non è prova sufficiente di un maggior corrispettivo e che il Fisco deve fornire ulteriori prove.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Una società, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2006 e aver percorso i gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, ha aderito alla definizione agevolata, presentando domanda e pagando la prima rata. L'Amministrazione Finanziaria non ha opposto diniego nei termini. La Corte di Cassazione, verificata la presenza di tutti i requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del processo.
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Accertamento plusvalenza immobiliare: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento plusvalenza immobiliare. Un contribuente aveva omesso di dichiarare la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso basando la quantificazione su un precedente accertamento di valore ai fini dell'imposta di registro. I giudici di merito avevano annullato l'atto. La Cassazione ha stabilito che, sebbene la quantificazione fosse discutibile, l'atto era valido riguardo all'esistenza della plusvalenza non dichiarata. Pertanto, il giudice di merito non avrebbe dovuto annullare l'avviso, ma rideterminare il corretto importo dovuto, cassando la sentenza con rinvio.
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Valore registro e plusvalenza: la Cassazione decide
Un contribuente ha venduto un terreno edificabile. L'Agenzia delle Entrate ha accertato una maggiore plusvalenza basandosi esclusivamente sul valore determinato ai fini dell'imposta di registro. Il contribuente ha contestato l'atto, sostenendo che i criteri di valutazione sono diversi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il valore utilizzato per l'imposta di registro non è sufficiente da solo a dimostrare un prezzo di vendita superiore ai fini IRPEF. L'amministrazione finanziaria deve fornire ulteriori prove gravi, precise e concordanti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Plusvalenza e imposta di registro: la Cassazione decide
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento Ires relativo a una plusvalenza da cessione di ramo d'azienda. L'Agenzia delle Entrate aveva basato il calcolo unicamente sul valore definito ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31372/2024, ha stabilito che tale valore non può essere l'unico fondamento per l'accertamento della plusvalenza ai fini delle imposte dirette, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di ulteriori elementi probatori.
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