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Art. 5-bis del d.lgs. n. 218 del 1997

5 provvedimenti

Adesione p.v.c.: la forma non prevale sulla sostanza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27705/2024, ha stabilito che la comunicazione di adesione a un processo verbale di constatazione (p.v.c.) è valida ed efficace anche se non effettuata con il modello ufficiale predisposto dall'Agenzia delle Entrate. Secondo la Corte, ciò che conta è la sostanza: se la comunicazione esprime chiaramente la volontà di aderire e identifica con esattezza il contribuente e l'atto in questione, i vizi puramente formali, come l'omesso utilizzo del modulo o la mancata allegazione di un documento di identità, non ne determinano la nullità, in assenza di una specifica previsione di legge. La decisione privilegia i principi di buona fede e di collaborazione nel rapporto tra fisco e contribuente, respingendo l'appello dell'Amministrazione finanziaria.
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Sanzioni omesso versamento: la Cassazione rinvia
Una società, a seguito di un accertamento per operazioni inesistenti, ha impugnato le sanzioni per omesso versamento di ritenute. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato una questione di diritto inedita e di particolare importanza: l'effettiva abrogazione della sanzione per omesso versamento a seguito della riforma del 2015. Data la rilevanza nomofilattica, la Corte ha deciso di rimettere la causa alla pubblica udienza della sezione tributaria per una decisione definitiva, senza pronunciarsi nel merito.
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Accertamento con adesione: Fisco viola la buona fede
Una società in accomandita semplice, dopo aver aderito a un processo verbale di constatazione per diverse annualità, si è vista notificare un avviso di accertamento per l'ultimo anno, ignorando l'adesione prestata. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale comportamento dell'Agenzia delle Entrate viola i principi di buona fede e di legittimo affidamento. Di conseguenza, l'atto impositivo è stato ritenuto illegittimo, accogliendo il ricorso del contribuente su questo specifico punto. La Corte ha invece respinto le censure relative al litisconsorzio necessario e alla mancata risposta alle osservazioni del contribuente.
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Accertamento con adesione socio: non vincola il singolo
Un socio di una società di persone rifiuta gli effetti dell'accertamento con adesione definito dalla società. La Corte di Cassazione stabilisce che la scelta della società non vincola il singolo socio, il quale può contestare l'avviso di accertamento. Il diniego del Fisco a un nuovo contraddittorio non invalida l'atto, poiché il socio conserva il pieno diritto di difesa in sede giudiziaria. La Corte annulla la decisione d'appello e rinvia per l'esame nel merito.
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Accertamento socio: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'accertamento socio è valido anche se non viene allegato l'avviso di accertamento notificato alla società. Secondo la Corte, la motivazione 'per relationem' è soddisfatta poiché il socio ha il diritto di consultare la documentazione societaria e, nel caso di specie, la società aveva già aderito all'accertamento. Questa decisione rafforza il principio secondo cui il socio non può eccepire un difetto di motivazione se può accedere alle informazioni con l'ordinaria diligenza.
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