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art. 49 CCI

5 provvedimenti

Liquidazione giudiziale: criteri e presupposti
Il Tribunale di Bologna ha pronunciato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di un'impresa individuale operante nel settore dell'intrattenimento. La decisione scaturisce dal mancato pagamento di debiti superiori a 30.000 euro e dall'accertamento dello stato di insolvenza, evidenziato da pignoramenti infruttuosi e debiti erariali. Nonostante la mancata costituzione del debitore, i dati del Registro delle Imprese hanno confermato il superamento delle soglie dimensionali previste dal Codice della Crisi.
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Amministratore di fatto: responsabilità e bancarotta
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a un amministratore di fatto, stabilendo che la sua responsabilità gestionale copre l'intera vita della società, anche dopo la cessione delle quote. La sentenza chiarisce che l'obbligo di conservare e consegnare la documentazione contabile al curatore è un dovere di legge che non richiede una specifica richiesta, e la sua violazione integra il reato di bancarotta documentale.
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Bancarotta documentale: la prova del dolo specifico
Un amministratore di fatto di una società fallita è stato condannato per bancarotta documentale per aver sottratto le scritture contabili. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, chiarendo che l'intento specifico di frodare i creditori (dolo specifico) può essere desunto da una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come la nomina di un prestanome, ingenti acquisti a fronte di scarsi incassi e prelievi ingiustificati di contante.
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Liquidazione giudiziale: i segnali di insolvenza
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società di noleggio veicoli. La decisione si fonda su chiari indicatori di insolvenza, tra cui un debito significativo non onorato, il mancato rispetto di un piano di rientro, ulteriori esposizioni debitorie, la mancata comparizione in udienza e l'assenza di beni liquidabili. La sentenza evidenzia come una pluralità di elementi sintomatici, e non un singolo inadempimento, conduca alla dichiarazione di apertura della procedura concorsuale.
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Bancarotta documentale: la prova del dolo specifico
La Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta documentale a un amministratore che ha sottratto le scritture contabili. Il dolo specifico, ossia l'intento di frodare i creditori, può essere desunto dal comportamento omissivo dell'imputato e da altre anomalie gestionali, a prescindere da una richiesta formale del curatore fallimentare. L'appello è stato dichiarato inammissibile.
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