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Art. 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea

6 provvedimenti

Possesso indebito carta: reato anche senza utilizzo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per possesso indebito di carta di pagamento nei confronti di un individuo che la deteneva da oltre due giorni, pur sostenendo di volerla restituire. La Corte ha stabilito che il possesso prolungato dimostra la volontà di tenerla per sé e che il reato si configura anche senza un effettivo utilizzo o un profitto economico, poiché la norma tutela la fiducia pubblica nell'integrità degli strumenti di pagamento.
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Presunzione distribuzione utili: non serve accertamento
Una società a responsabilità limitata in liquidazione ha ricevuto due avvisi di accertamento: uno per maggiori ricavi e l'altro per omesse ritenute su utili che si applica la presunzione di distribuzione utili ai soci. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento per le omesse ritenute è legittimo anche se quello sul reddito societario non è ancora definitivo. La Corte chiarisce che il rapporto tra i due atti è di pregiudizialità logico-giuridica, che può giustificare una sospensione del processo ma non l'invalidità dell'atto. Inoltre, ha affermato che il deposito tardivo di una procura alle liti preesistente è una mera irregolarità sanabile.
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Autotutela tributaria: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23798/2024, ha stabilito che l'impugnazione di un provvedimento di autotutela tributaria non può essere utilizzata per contestare nel merito una pretesa fiscale divenuta definitiva per mancata impugnazione. Il contribuente può contestare solo l'illegittimità del diniego di autotutela, ma non può rimettere in discussione l'originario avviso di accertamento. La Corte ha ribadito che l'obbligo del contraddittorio preventivo non è generalizzato per i tributi non armonizzati come l'IRPEF per le annualità antecedenti al 2009.
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Valutazione immobile: il criterio comparativo è valido
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. La controversia riguardava la valutazione di un immobile commerciale ai fini dell'imposta di registro. La Corte ha confermato la legittimità del metodo di valutazione immobile con criterio comparativo utilizzato dall'Amministrazione Finanziaria, basato sul confronto con atti di compravendita di beni simili. È stato inoltre chiarito che, per l'imposta di registro, non è obbligatorio il contraddittorio preventivo con il contribuente, in quanto si tratta di un tributo non armonizzato.
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Traduzione atti imputato e diritto di difesa: la guida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero che lamentava un ritardo nella traduzione atti imputato relativi a un'ordinanza di custodia cautelare. La Corte ha chiarito che la nullità non è automatica, ma richiede la dimostrazione di un pregiudizio concreto al diritto di difesa, non fornita nel caso di specie. Inoltre, il tempo impiegato per la traduzione è stato ritenuto congruo date le circostanze.
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Accertamenti bancari: la prova va analizzata
Un agente immobiliare è stato oggetto di accertamenti bancari, con conseguente avviso di accertamento per maggiori imposte. Il contribuente ha fornito documenti e dichiarazioni di terzi per giustificare i movimenti, ma i giudici di merito hanno respinto le prove con una valutazione generica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che in tema di accertamenti bancari, il giudice ha l'obbligo di esaminare in modo analitico e rigoroso ogni singola prova offerta, non potendosi limitare a un giudizio complessivo e svalutativo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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