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Art. 47 comma 11 ord. pen.

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35 provvedimenti

Revoca misura alternativa: la cessazione non è revoca
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che dichiarava inammissibile una richiesta di misura alternativa. L'errore del giudice di merito è stato confondere la 'cessazione' di una misura precedente per motivi oggettivi (perdita del lavoro) con una 'revoca misura alternativa' per cattiva condotta. La Corte ha stabilito che solo la revoca, e non la cessazione, fa scattare il divieto triennale di accesso a nuovi benefici penitenziari previsto dall'art. 58-quater Ord. pen.
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Revoca affidamento in prova: basta un solo reato?
La Corte di Cassazione conferma la revoca dell'affidamento in prova per una persona nella cui abitazione sono stati trovati stupefacenti e altro materiale sospetto. La decisione chiarisce che per la revoca affidamento in prova non è necessario attendere una condanna penale definitiva; è sufficiente che il comportamento del soggetto, anche se singolo, sia ritenuto dal giudice di sorveglianza grave e incompatibile con il percorso di risocializzazione, dimostrando la carenza dei presupposti per la prosecuzione della misura.
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Revoca affidamento in prova: valutazione del giudice
Un soggetto in affidamento in prova per bancarotta fraudolenta subisce la revoca della misura per aver presumibilmente violato il divieto di esercitare attività d'impresa. La Corte di Cassazione annulla la decisione, sottolineando che la revoca dell'affidamento in prova non è automatica. Il giudice di sorveglianza ha il dovere di condurre una valutazione approfondita per determinare se la condotta sia realmente incompatibile con la prosecuzione del percorso rieducativo, e non può limitarsi a recepire acriticamente le informative di polizia.
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Revoca affidamento in prova: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione conferma la revoca dell'affidamento in prova per un soggetto che, durante la misura, ha continuato a commettere reati in materia di stupefacenti. La sentenza stabilisce che il comportamento incompatibile con il percorso di risocializzazione, anche se non accertato con una condanna definitiva, legittima la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La revoca affidamento in prova può avere effetto retroattivo (ex tunc) se la condotta rivela una adesione solo strumentale al beneficio fin dall'inizio.
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Appello errato? Conversione e favor impugnationis
Un soggetto impugnava con ricorso per cassazione l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che dichiarava l'esito negativo del suo affidamento in prova. La Suprema Corte, pur rilevando l'erroneità del mezzo di impugnazione scelto (essendo prevista la sola opposizione), ha deciso di non dichiarare inammissibile il ricorso. In applicazione del principio del favor impugnationis e della conservazione degli atti giuridici, ha qualificato l'atto come opposizione, trasmettendo gli atti al Tribunale di Sorveglianza competente per la decisione nel merito.
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Misura alternativa: la richiesta è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato la cui prova era stata revocata. La Corte ha stabilito che, in caso di esito negativo dell'affidamento in prova, il Tribunale di sorveglianza non è tenuto a valutare d'ufficio la concessione di una diversa misura alternativa, come la detenzione domiciliare. Tale valutazione è subordinata a una specifica e formale richiesta da parte dell'interessato, che nel caso di specie non era stata presentata.
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Revoca affidamento in prova: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca dell'affidamento in prova non consegue a una singola violazione, ma a una valutazione complessiva e discrezionale del giudice sulla compatibilità del comportamento del condannato con le finalità di risocializzazione. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la revoca per ripetute violazioni delle prescrizioni, ma ha corretto la data di decorrenza, facendola coincidere con l'ultima trasgressione decisiva.
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Revoca estinzione pena: quando è possibile? Cassazione
Un soggetto ottiene l'estinzione della pena per esito positivo dell'affidamento in prova. Successivamente, si scopre che durante tale periodo aveva commesso gravi reati. Il Tribunale di Sorveglianza ha revocato l'estinzione e la Cassazione ha confermato la decisione. La Corte ha stabilito che la revoca estinzione pena è legittima quando fatti nuovi e gravi, non noti al momento della decisione, dimostrano il fallimento del percorso rieducativo del condannato.
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Revoca ex tunc affidamento: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca ex tunc dell'affidamento in prova basata su una valutazione complessiva del comportamento del condannato. La decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva considerato sia le violazioni durante la misura sia la condotta tenuta in carcere dopo la sospensione, è stata ritenuta corretta. Secondo la Corte, questo approccio globale è necessario per accertare il fallimento complessivo del percorso di risocializzazione e giustificare la revoca con effetto retroattivo.
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Revoca affidamento in prova per nuovo reato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di revocare l'affidamento in prova a un soggetto arrestato per un nuovo reato di detenzione di stupefacenti. La sentenza stabilisce che la revoca affidamento in prova è legittima anche con effetto retroattivo (ex tunc), qualora la gravità della nuova condotta, analoga a quella per cui era stata concessa la misura, dimostri una totale assenza di adesione al percorso rieducativo fin dall'inizio.
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Revoca affidamento in prova: quando è legittima?
Un uomo in affidamento in prova viene fermato fuori dal suo comune di residenza con attrezzi da scasso. La Corte di Cassazione conferma la revoca affidamento in prova, ritenendo il comportamento del soggetto sintomo di totale inaffidabilità e incompatibile con il percorso rieducativo, anche a solo un mese dalla concessione della misura.
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Revoca affidamento: no divieto per reati precedenti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una nuova richiesta di affidamento in prova. La Corte ha stabilito che la revoca affidamento, se motivata da una condanna per un reato commesso prima dell'inizio della misura, non fa scattare il divieto triennale di riproporre l'istanza previsto dall'art. 58-quater Ord. Pen. Tale divieto si applica solo in caso di revoca per comportamenti incompatibili tenuti durante la prova.
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Revoca affidamento in prova: quando è legittima?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto a cui era stata revocata la misura dell'affidamento in prova. La decisione si fonda sulle ripetute violazioni delle prescrizioni, tra cui l'allontanamento dall'abitazione e il possesso di stupefacenti, considerate incompatibili con il percorso di risocializzazione. La revoca affidamento in prova è stata confermata, sottolineando che il comportamento del condannato deve essere costantemente valutato.
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Revoca dell’affidamento: la sostituzione è possibile
Un soggetto in affidamento in prova commette un nuovo reato. Il Tribunale di Sorveglianza revoca la misura e dichiara inammissibile la richiesta di detenzione domiciliare. La Cassazione annulla la decisione, stabilendo che la legge, in caso di violazioni, consente al giudice non solo la revoca dell'affidamento, ma anche la sua sostituzione con un'altra misura. Pertanto, la richiesta di detenzione domiciliare doveva essere valutata nel merito.
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Revoca affidamento in prova: basta un solo episodio?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della revoca dell'affidamento in prova per un soggetto che, nonostante un percorso di quasi un anno e mezzo, si è reso protagonista di gravi episodi di violenza familiare e reati. La sentenza stabilisce che anche una singola condotta negativa, se particolarmente grave, è sufficiente a dimostrare l'incompatibilità del condannato con la prosecuzione della misura alternativa, giustificando la revoca con effetto retroattivo.
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