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art. 46 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

38 provvedimenti

Definizione agevolata delle liti tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato maggiori imposte IVA e dirette a una società a responsabilità limitata e al suo socio unico. Dopo le decisioni dei giudici tributari nei gradi precedenti, la vertenza è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, i contribuenti hanno attivato la definizione agevolata delle liti tributarie, allegando la prova del versamento della prima rata e la notifica telematica all'ente impositore. L'Agenzia delle Entrate non ha espresso alcun diniego e le parti non hanno depositato ulteriori istanze di trattazione entro i termini fissati dalla legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione definitiva del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che ciascuna parte sostenga le spese processuali già anticipate.
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Accertamento Fiscale vs. Definizione Agevolata: La Vittoria del Contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per IRES e IVA contro un Consorzio, contestando costi inesistenti e prestazioni non agevolate. Dopo vari gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Qui, il Consorzio ha presentato istanza di definizione agevolata liti tributarie, pagando gli importi dovuti. L'Agenzia non ha sollevato obiezioni. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, riconoscendo la validità della definizione agevolata e l'accordo tacito tra le parti, ponendo fine alla controversia fiscale.
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Definizione agevolata liti pendenti: la Cassazione sospende la causa
L'Agenzia delle Entrate ha revocato i benefici fiscali per la piccola proprietà contadina a due acquirenti per aver rivenduto parzialmente il fondo prima di cinque anni. I contribuenti hanno chiesto in subordine le agevolazioni per imprenditori agricoli professionali. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata liti pendenti introdotta dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione ha preso atto della domanda e ha sospeso il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della conclusione della procedura agevolata con il Fisco.
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Definizione agevolata della lite: stop al ricorso del Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società di persone e ai singoli soci maggiori ricavi non dichiarati ai fini fiscali. Dopo l'annullamento della pretesa nei primi gradi di giudizio, l'ente pubblico ha impugnato la decisione davanti ai giudici di legittimità. Durante la causa, la società ha depositato la domanda per accedere alla definizione agevolata della lite versando l'intero importo previsto. L'ufficio finanziario ha accertato la regolarità del pagamento e ha manifestato il proprio disinteresse a proseguire l'azione giudiziaria sia verso l'impresa sia verso i componenti dell'attività, i quali avevano autonomamente regolarizzato le proprie posizioni. I magistrati hanno quindi formalizzato l'estinzione del processo, lasciando le spese di lite a carico di chi le ha sostenute.
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Lite ICI e pagamento integrale: la lite tributaria si estingue
Un ente regionale propone ricorso contro un Comune per contestare un avviso di accertamento ICI relativo all'anno 2007. Durante il procedimento davanti alla Corte di Cassazione, il contribuente versa integralmente la somma richiesta dall'amministrazione locale. L'agente per la riscossione provvede allo sgravio formale della relativa cartella di pagamento. Entrambe le parti chiedono la chiusura del processo con compensazione dei costi giudiziari. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici stabiliscono che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate ed escludono il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente.
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Annullamento in autotutela: L’Agenzia ritira gli accertamenti fiscali
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società un contratto d'affitto d'azienda, ritenendolo elusivo, e aveva emesso avvisi di accertamento. Dopo che la società aveva vinto nei gradi di merito, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, l'Agenzia ha provveduto all'annullamento in autotutela degli avvisi contestati. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, cassando la sentenza impugnata senza rinvio e compensando integralmente le spese legali tra le parti. Questo evidenzia l'importanza dell'annullamento in autotutela.
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Definizione agevolata della lite: stop al processo e zero spese
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente e al suo dante causa il mancato pagamento di imposte relative a diverse annualità. La controversia è proseguita fino al giudizio davanti alla Corte di Cassazione. Durante il procedimento, la parte contribuente ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018. L'Amministrazione finanziaria ha riscontrato la regolarità della domanda per tutti gli atti impositivi impugnati e ha chiesto l'estinzione del processo. I giudici hanno dichiarato estinto il contenzioso, stabilendo che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, poiché la sanatoria assorbe i costi dell'intero giudizio.
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Definizione agevolata della lite: stop alle pretese del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un contribuente una cartella di pagamento per presunti debiti IRPEF dell'anno 2012. Il cittadino ha impugnato l'atto e la causa è arrivata fino alla Corte di Cassazione dopo verdetti contrastanti nei gradi di merito. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato formale domanda di definizione agevolata della lite ai sensi della Legge 130/2022. Avendo già versato le somme dovute durante i precedenti gradi del processo, la sanatoria si è perfezionata con la sola trasmissione dell'istanza senza nuovi esborsi. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo che ciascuna parte sostenga le proprie spese legali anticipate.
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Definizione agevolata della lite tributaria: lite estinta
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello favorevole a una Contribuente, relativa a quattro avvisi di accertamento Irpef. Durante il procedimento di legittimità, la Contribuente ha scelto la definizione agevolata della lite tributaria, presentando le relative istanze e versando gli importi previsti dalla normativa sul condono fiscale. L'Amministrazione finanziaria ha verificato l'avvenuto pagamento e ha chiesto la chiusura della lite. I giudici hanno accertato la regolarità della procedura, dichiarando l'estinzione del processo per cessata materia del contendere e stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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Cessazione della materia del contendere dopo sgravio fiscale
La società contribuente ha impugnato gli atti impositivi relativi a diverse annualità fiscali. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno stipulato un accordo definitorio transattivo. L'amministrazione finanziaria ha rideterminato il debito mediante autotutela e ha emesso i relativi provvedimenti di sgravio. La società ha regolarmente versato gli importi concordati. Entrambe le parti hanno quindi depositato un'istanza congiunta per dichiarare estinto il processo tributario. La Corte di Cassazione ha accertato il venir meno dell'interesse alla lite e ha pronunciato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione totale delle spese di giudizio.
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Accordo col Fisco e cessazione della materia del contendere
Una società contribuente e l'amministrazione finanziaria hanno siglato un accordo definitorio per rideterminare le imposte contestate relative a diverse annualità. L'ente impositore ha successivamente adottato provvedimenti di autotutela e sgravio delle somme iscritte a ruolo. La società ha pagato l'intero debito tributario rideterminato. Di conseguenza, entrambe le parti hanno presentato un'istanza congiunta per chiedere l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione totale delle spese di lite tra le parti per il venir meno del reciproco contrasto.
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Impugnazione fattura TIA: quando il ricorso diventa inutile
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso relativo all'impugnazione fattura TIA (Tariffa Igiene Ambientale) emessa dall'Ente Gestore nei confronti del Contribuente. Il nucleo della controversia riguarda la possibilità di contestare autonomamente la fattura e il rapporto con la successiva ingiunzione di pagamento. I giudici hanno stabilito che la fattura TIA è un atto facoltativamente impugnabile. Tuttavia, se l'Ente Gestore notifica successivamente l'ingiunzione di pagamento (atto tipico e vincolante) e il Contribuente la impugna, il giudizio sulla fattura perde rilevanza. Si verifica così la cessazione della materia del contendere per il primo giudizio, poiché la contestazione si sposta interamente sull'ingiunzione. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso del Contribuente sull'ingiunzione, confermando il debito e condannandolo al pagamento delle spese.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e il processo si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società agricola, esclusa dalla disciplina delle società di comodo per l'impossibilità oggettiva di modificare i canoni di locazione dei terreni. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando l'intero importo dovuto in un'unica soluzione. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, le spese del processo estinto restano a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato per il ricorso incidentale.
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Definizione agevolata della controversia: stop alle liti col fisco
Una società in liquidazione ha impugnato un avviso di rettifica e liquidazione relativo alle imposte di registro, ipotecaria e catastale per l'acquisto di un terreno. Durante il giudizio in Cassazione, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del D.L. n. 119/2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha verificato la regolarità della domanda e dei pagamenti, dichiarando l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e si è esclusa l'applicazione del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla lite fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro La Contribuente, contestando una maggiore plusvalenza sulla vendita di un terreno, basata sul valore di registro concordato in adesione. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto perfezionamento della sanatoria e della mancanza di obiezioni da parte dell'Amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, compensando le spese di lite tra le parti.
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Fisco contro azienda: la definizione agevolata spegne la lite
L'Azienda impugna un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA legato a una scissione societaria considerata elusiva dall'Amministrazione Finanziaria. Successivamente, l'Azienda contesta anche la cartella di pagamento emessa in via provvisoria. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, l'Azienda richiede e ottiene l'accesso alla definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119/2018, pagando la prima rata. L'Ufficio attesta la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio principale per cessazione della materia del contendere, estendendo la decisione anche alla controversia sulla cartella di pagamento, ormai priva di oggetto. Le spese del primo giudizio restano a carico di chi le ha anticipate, mentre quelle del secondo sono compensate.
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Bollo auto e leasing: la cessazione della materia del contendere
Un ente pubblico regionale ha emesso avvisi di accertamento per il mancato pagamento della tassa automobilistica su veicoli concessi in locazione finanziaria a terzi. La società di leasing ha impugnato gli atti. Durante il giudizio di Cassazione, l'ente pubblico ha annullato spontaneamente i provvedimenti in via di autotutela. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di estinzione del giudizio per sopravvenuto annullamento dell'atto, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la decisione non comporta un rigetto del ricorso nel merito ma la caducazione delle pronunce precedenti.
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Definizione agevolata: stop alle liti con il fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante un avviso di liquidazione per maggiore imposta di successione. La controversia verteva sulla valutazione di quote societarie, contestata dagli eredi che lamentavano un eccessivo valore basato su bilanci non aggiornati rispetto al degrado di un immobile sociale. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa del 2022. Avendo provveduto al pagamento integrale del dovuto, la Corte ha riscontrato la cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate e negando l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Una società energetica e l'Agenzia delle Dogane erano in lite per il pagamento di accise. Durante il ricorso in Cassazione, è intervenuta una transazione fiscale omologata dal tribunale che ha risolto il debito. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che un accordo tra le parti prevale sul giudizio pendente.
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Sgravio del ruolo: non è acquiescenza per la Cassazione
Una società contesta una cartella di pagamento. Il tribunale di primo grado le dà ragione. L'Agenzia delle Entrate emette uno sgravio del ruolo ma appella la sentenza. La Corte di Cassazione chiarisce che lo sgravio non è acquiescenza ma un atto dovuto per conformarsi alla decisione di primo grado, e quindi l'appello è ammissibile. La causa torna al giudice di merito.
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