LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 45 TUIR

0 provvedimenti

Simulazione Contrattuale: Deposito Cauzionale o Prestito Mascherato?
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda la natura di un deposito cauzionale di 2,45 milioni di euro, ritenendolo una simulazione contrattuale per mascherare un prestito infragruppo fruttifero. Questo avrebbe comportato il recupero a tassazione di interessi non dichiarati. Dopo che i giudici tributari di primo e secondo grado avevano dato ragione all'Azienda, la Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. La Corte ha annullato la sentenza d'appello per motivazione apparente, poiché non aveva esaminato adeguatamente gli elementi che suggerivano la simulazione contrattuale. Il caso tornerà alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo giudizio.
Continua »
Onere della prova: Contribuente contro Fisco su interessi esteri
Un Contribuente ha contestato diversi avvisi di accertamento IRPEF per interessi percepiti da investimenti esteri. La Commissione Tributaria Regionale (CTR) aveva confermato l'accertamento, ritenendo provata la percezione degli interessi. Il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che l'Amministrazione Finanziaria non aveva assolto l'onere della prova accertamento tributario sulla percezione degli interessi e che un precedente giudicato esterno avrebbe dovuto impedire il nuovo accertamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'Amministrazione Finanziaria aveva fornito prove sufficienti e che il precedente giudicato non era applicabile al caso specifico.
Continua »
Emendabilità della dichiarazione dei redditi: fisco battuto
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento contro un contribuente per il recupero dell'IRPEF su un riscatto assicurativo. Il contribuente aveva erroneamente indicato la somma nel Quadro RM della dichiarazione dei redditi, sebbene l'assicurazione avesse già applicato una ritenuta alla fonte del 12,50%. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che l'emendabilità della dichiarazione dei redditi è sempre possibile in sede contenziosa per opporsi a una pretesa tributaria ingiusta. Inoltre, i giudici hanno chiarito che per i contratti assicurativi stipulati prima del 2001 si applica la ritenuta del 12,50% e non la tassazione ordinaria. Il contribuente ha quindi vinto la causa, evitando una ingiusta doppia imposizione.
Continua »
Accertamento Socio Società: vince il socio se l’azienda non ricorre
La Cassazione chiarisce un punto cruciale sull'accertamento socio società. Un socio di una S.r.l. a ristretta base sociale può contestare il reddito di partecipazione che gli viene attribuito, anche se l'avviso di accertamento notificato alla società è diventato definitivo per mancata impugnazione. La definitività dell'atto verso la società, se dovuta a motivi procedurali e non a una valutazione di merito, non impedisce al socio di difendersi nel proprio giudizio. Il socio ha il diritto di dimostrare che il reddito societario era inferiore o che gli utili non sono mai stati distribuiti. La Corte ha quindi accolto il ricorso del contribuente, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Polizze unit linked: tassazione cedole e rimborsi
Una primaria compagnia assicurativa ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria in merito a un'istanza di rimborso per ritenute operate su cedole periodiche. Tali somme erano riferite a polizze unit linked e index linked. La Corte di Cassazione ha confermato che per le polizze unit linked il reddito imponibile emerge solo alla scadenza del contratto o al riscatto anticipato. Le cedole versate durante il rapporto non sono tassabili autonomamente se non è certo che il capitale finale superi i premi versati.
Continua »
Tassazione rendimenti fondi pensione: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione rendimenti fondi pensione con aliquota agevolata al 12,5% spetta solo se il contribuente prova che tali somme derivano da effettivi investimenti del capitale sul mercato finanziario o immobiliare. Nel caso in esame, il ricorso di un ex dirigente è stato rigettato poiché la documentazione prodotta non dimostrava un reale investimento, basandosi invece su semplici calcoli matematici e sulla redditività generale dell'azienda.
Continua »
Utili extracontabili: quando si presumono distribuiti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33323/2023, ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo a una società a ristretta base partecipativa. La Corte ha precisato che il regime di tassazione parziale previsto per i dividendi non si applica a tali profitti, in quanto derivanti da evasione fiscale a livello societario. Nel caso di specie, il ricorso di un socio è stato rigettato, mentre la posizione di un altro è stata archiviata per adesione alla definizione agevolata.
Continua »
Tassazione previdenza integrativa: la Cassazione decide
Un ex dirigente di una grande società energetica ha richiesto un rimborso fiscale su una somma ricevuta dalla capitalizzazione di una pensione integrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassazione della previdenza integrativa a un'aliquota agevolata è applicabile solo alla quota di prestazione che rappresenta un 'rendimento netto' derivante da investimenti reali sul mercato. Il contribuente non è riuscito a fornire la prova necessaria, confermando l'applicazione di un'aliquota più elevata sull'intera somma.
Continua »
Tassazione fondo pensione: l’onere della prova
La Cassazione rigetta il ricorso degli eredi di un ex dirigente per un rimborso IRPEF. La corretta tassazione del fondo pensione richiede la prova, a carico del contribuente, che il rendimento derivi da effettivi investimenti sul mercato e non da calcoli attuariali. Senza tale prova, non si applica l'aliquota agevolata del 12,50%.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione esamina un caso relativo alla presunzione di distribuzione utili in una società a ristretta base partecipativa. A seguito di un avviso di accertamento per maggiore IRPEF, un contribuente aveva impugnato l'atto. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate per un vizio di forma. La Cassazione, tuttavia, prima di decidere nel merito, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire il fascicolo d'ufficio, ritenendolo indispensabile per una corretta decisione.
Continua »
Prova buona fede: diligenza richiesta nelle frodi IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34306/2025, ha esaminato un caso di frode IVA (frode carosello), chiarendo la ripartizione dell'onere della prova buona fede. È stato stabilito che un operatore professionale, per detrarre l'IVA e dedurre i costi, deve dimostrare di aver agito con una diligenza superiore alla media, non limitandosi a controlli formali sui fornitori. La presenza di indizi di frode, come legami pregressi con gli ideatori dello schema illecito, impone verifiche sostanziali sull'effettiva operatività della controparte. La Corte ha quindi respinto il ricorso del contribuente, confermando l'accertamento fiscale perché la società non aveva fornito una prova a contrario sufficiente a dimostrare la sua totale estraneità alla frode.
Continua »
Accertamenti bancari: la presunzione sui conti dei soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22697/2024, ha ribadito i principi in materia di accertamenti bancari. Nel caso di una società a ristretta base, le movimentazioni sui conti correnti personali dei soci possono essere presuntivamente attribuite alla società come ricavi non dichiarati. La Corte ha chiarito che l'onere di dimostrare la natura extratributaria di tali somme spetta al contribuente. A seguito di due sentenze di merito contrastanti, la Cassazione ha annullato entrambe le decisioni, rinviando il caso alla Corte di Giustizia Tributaria per una nuova valutazione basata su questi principi.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una società di capitali a ristretta base. La sentenza stabilisce che spetta al socio fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori ricavi accertati in capo alla società sono stati accantonati o reinvestiti e non distribuiti. Viene inoltre chiarito che l'avviso di accertamento notificato al socio non è nullo se non viene allegato l'atto impositivo della società, poiché il socio ha il diritto di consultare la documentazione societaria.
Continua »
Sanzioni omesso versamento: la Cassazione rinvia
Una società, a seguito di un accertamento per operazioni inesistenti, ha impugnato le sanzioni per omesso versamento di ritenute. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato una questione di diritto inedita e di particolare importanza: l'effettiva abrogazione della sanzione per omesso versamento a seguito della riforma del 2015. Data la rilevanza nomofilattica, la Corte ha deciso di rimettere la causa alla pubblica udienza della sezione tributaria per una decisione definitiva, senza pronunciarsi nel merito.
Continua »
Sanzione omesso versamento: la Cassazione fa chiarezza
Una società metalmeccanica contesta un avviso di accertamento per operazioni inesistenti e le relative sanzioni. La Corte di Cassazione, di fronte a una nuova questione giuridica sulla "sanzione omesso versamento" delle ritenute alla luce della riforma del 2015, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, rinviando la causa a una pubblica udienza per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
Continua »
Reddito da capitale e liquidazione: la tassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la natura fiscale delle somme percepite da un ex socio unico a seguito della liquidazione di una società. La sentenza stabilisce che tali somme costituiscono reddito da capitale e non redditi diversi. Inoltre, precisa che la limitazione della base imponibile per evitare la doppia imposizione non si applica se la società estinta non ha mai versato imposte su tali importi, rendendo il reddito da capitale pienamente tassabile in capo al socio.
Continua »
Comportamento antieconomico: non deducibili i costi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7731/2024, ha chiarito importanti principi sulla deducibilità dei costi. In particolare, ha stabilito che le sanzioni amministrative non sono mai deducibili a causa della loro natura punitiva. Inoltre, ha affermato che in caso di comportamento antieconomico, come la sistematica concessione di dilazioni di pagamento senza interessi a società collegate, l'onere di provare la logica economica dell'operazione ricade sul contribuente e non sull'Agenzia delle Entrate. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame su questi specifici punti.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società immobiliare aveva impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa ad avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva. Durante il procedimento, l'azienda ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della L. 197/2022, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione alla procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito dei tredici motivi di ricorso. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Accertamento conto cassa: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2942/2024, si è pronunciata su un complesso caso di accertamento fiscale. Al centro della vicenda, un accertamento conto cassa nei confronti di una società a ristretta base, con cui il Fisco contestava ricavi non dichiarati per diversi anni. La Corte ha chiarito importanti principi: l'invio di questionari da parte dell'Agenzia delle Entrate è una facoltà e non un obbligo, e l'analisi dei saldi di cassa di anni precedenti è legittima in virtù del principio di continuità di bilancio. Inoltre, ha stabilito che il giudizio a carico dei soci deve essere sospeso in attesa della definizione dell'accertamento societario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Utili extracontabili socio: onere della prova
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso riguardante la tassazione di utili extracontabili presuntivamente distribuiti al socio di una S.r.l. a ristretta base. La vicenda processuale ha visto un appello dell'Agenzia delle Entrate prima dichiarato inammissibile per un presunto ritardo e poi riammesso tramite revocazione per un palese errore di fatto del giudice. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente contro la revocazione, confermando che l'errore percettivo del giudice è un valido motivo per questo rimedio. Di conseguenza, il ricorso originario dell'Agenzia è stato dichiarato inammissibile, poiché la sentenza impugnata era stata legalmente rimossa.
Continua »