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Art. 45 Legge Fallimentare

16 provvedimenti

Fallimento: Inopponibilità atto non trascritto, l’acquirente perde il box
Un soggetto aveva acquistato un box con una scrittura privata non trascritta da una società poi fallita. Il Curatore del fallimento ha chiesto la restituzione dell'immobile e un risarcimento per l'occupazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto di acquisto non trascritto è inopponibile al fallimento. L'occupante è quindi un detentore senza titolo, obbligato a restituire il bene e a risarcire i danni dall'inizio dell'occupazione. La richiesta di indennità per migliorie è stata respinta, dovendo essere gestita nella procedura fallimentare. La sentenza ribadisce l'importanza della trascrizione per l'inopponibilità atto non trascritto in caso di fallimento.
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Opponibilità al fallimento: perché l’accordo non registrato perde
Un Comune ha chiesto l'accertamento di una servitù di parcheggio pubblico su un terreno, basandosi su una scrittura privata del 1998 firmata con una società poi fallita nel 2006. Il terreno era stato poi venduto a una società terza nel 2008. La scrittura privata non era stata registrata prima del fallimento. La Corte d'Appello aveva ritenuto l'atto opponibile al fallimento solo perché firmato prima della procedura. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'opponibilità al fallimento di un atto di trasferimento immobiliare richiede non solo la data certa anteriore, ma anche il completamento delle formalità pubblicitarie prima del fallimento. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Privilegio speciale acquirente: la causa trascritta basta?
Un Promissario Acquirente versa un acconto per un immobile da una Cooperativa, che poi finisce in liquidazione. L'acquirente non aveva trascritto il contratto preliminare, ma, prima della liquidazione, aveva trascritto una domanda giudiziale per l'accertamento delle firme. La Cassazione è chiamata a decidere se questa trascrizione sia sufficiente a garantire il privilegio speciale promissario acquirente sul credito vantato. Riconoscendo che la questione è del tutto nuova e priva di precedenti, la Corte non decide ma rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. L'esito finale resta quindi in sospeso.
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Simulazione assoluta e opponibilità al fallimento
Un privato ha impugnato il rigetto della sua domanda di rivendica di immobili, sostenendo che la simulazione assoluta della vendita fosse già stata annotata prima del fallimento della società acquirente. Il Tribunale aveva ritenuto tale sentenza non opponibile alla procedura. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici sugli effetti di tale annotazione rispetto ai creditori concorsuali, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Amministrazione straordinaria: inefficacia pagamenti
Una società in amministrazione straordinaria aveva effettuato pagamenti all'Agenzia delle Entrate dopo l'emissione del decreto di ammissione alla procedura ma prima della sua iscrizione nel registro delle imprese. La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di tali pagamenti. Ha stabilito che, nella specifica disciplina della Legge Marzano, lo spossessamento del debitore e l'inefficacia degli atti sono immediati e decorrono dalla data del decreto ministeriale, non dalla sua successiva pubblicità.
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Risoluzione contratto e fallimento: rinvio della Cassazione
Una società in fallimento ricorre contro l'ammissione al passivo di una domanda di risoluzione di un contratto di compravendita, precedentemente intentata da un'altra società. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla questione della sorte della domanda di risoluzione contratto e fallimento del convenuto, decide di non pronunciarsi e rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa di una trattazione congiunta con un caso analogo per cui è stata richiesta una relazione all'Ufficio del Massimario.
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Risoluzione contratto e fallimento: la Cassazione frena
Una società edile aveva ottenuto la risoluzione di un contratto di compravendita e la restituzione di immobili da un'altra impresa, successivamente fallita. La Curatela fallimentare ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla sorte della domanda di risoluzione contratto e fallimento, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo per un esame più approfondito insieme a un caso analogo, sospendendo di fatto il giudizio.
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Onere della prova vizi: chi deve dimostrare i difetti?
Una società acquirente si opponeva al pagamento di una fornitura, lamentando vizi sulla merce. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28224/2023, ha chiarito un punto fondamentale: l'onere della prova vizi spetta sempre al compratore che li denuncia. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente addossato al venditore (in questo caso, un fallimento) il compito di dimostrare di aver consegnato merce perfetta. Questa decisione ribadisce che la regola specifica sulla garanzia per vizi prevale sul principio generale dell'inadempimento contrattuale.
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Opponibilità al fallimento: la trascrizione è decisiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20798/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di diritto immobiliare e fallimentare: la compravendita di un immobile, formalizzata con scrittura privata solo registrata ma non trascritta, non ha efficacia contro i creditori del venditore fallito. L'opponibilità al fallimento richiede inderogabilmente la trascrizione dell'atto nei registri immobiliari in data anteriore alla dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, il bene è stato considerato ancora parte del patrimonio del fallito e gli acquirenti sono stati condannati al rilascio.
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Immobili da costruire: la tutela salta se l’opera è finita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7411/2024, ha stabilito che la nullità del contratto preliminare per la mancata consegna della polizza fideiussoria, prevista a tutela degli acquirenti di immobili da costruire, non può essere fatta valere se l'immobile è stato completato al momento della domanda giudiziale. Questa specifica protezione è limitata alla fase di costruzione, per garantire l'acquirente dal rischio di insolvenza del costruttore prima della fine dei lavori.
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Contratto preliminare e ipoteca: la decisione in P.U.
Una società venditrice, dopo aver stipulato un contratto preliminare, non addiveniva alla stipula del definitivo a causa di un'ipoteca gravante sull'immobile e veniva ammessa a concordato preventivo. I promissari acquirenti agivano in giudizio ex art. 2932 c.c. ottenendo nei primi due gradi di giudizio il trasferimento del bene e l'ordine di cancellazione dell'ipoteca. La Cassazione, investita della questione, data la complessità dei principi di diritto coinvolti nel rapporto tra esecuzione specifica e procedura concorsuale, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rimettendo la decisione a una pubblica udienza.
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Assegnazione casa familiare e fallimento: la decisione
La Corte d'Appello di Firenze ha rigettato l'istanza di sospensione di una sentenza, chiarendo i limiti di opponibilità dell'assegnazione casa familiare al fallimento della società proprietaria. La Corte ha stabilito che un provvedimento di assegnazione non trascritto prima della dichiarazione di fallimento ha un'opponibilità limitata nel tempo. È stato inoltre ritenuto non sufficientemente provato il pregiudizio grave e irreparabile, poiché gli appellanti disponevano di altri immobili idonei a soddisfare le loro esigenze abitative, anche in presenza di una figlia con disabilità.
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Revocatoria locazione ultranovennale e fallimento: la scelta
La Cassazione chiarisce che il curatore fallimentare può agire con azione revocatoria ordinaria contro un contratto di locazione ultranovennale stipulato dal fallito, anche a vita, se pregiudizievole per i creditori. Questa azione non è preclusa dalla facoltà di recesso prevista dalla legge fallimentare. La Corte ha inoltre ribadito che, ai fini della prescrizione, gli effetti della notifica si scindono, interrompendo il termine per l'attore al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario.
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Opponibilità del trust: la legge italiana prevale
L'amministratore di un trust ha richiesto la restituzione di beni dal fallimento del disponente. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'opponibilità del trust ai creditori nel fallimento è disciplinata dalle norme imperative italiane (come la trascrizione o la data certa anteriore al fallimento) e non dalla legge straniera scelta per regolare il trust. La tutela dei creditori prevista dalla legge fallimentare prevale sulla volontà delle parti.
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Opponibilità contratti concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20180/2025, ha stabilito che l'opponibilità dei contratti in un concordato preventivo non richiede la 'data certa'. Il caso riguardava una società in concordato che chiedeva a un istituto di credito la restituzione di somme, compensate dalla banca sulla base di accordi precedenti. La Corte ha rigettato il ricorso della società, chiarendo che il commissario giudiziale agisce in nome della società stessa e non come terzo. Pertanto, la banca può legittimamente far valere i contratti preesistenti, anche se privi di data certa, come avrebbe potuto fare direttamente con la società prima della procedura.
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Risoluzione contratto fallimento: la guida completa
Un'impresa chiede la risoluzione di un contratto e la restituzione di somme. La controparte fallisce e il processo si interrompe automaticamente. La Corte d'Appello, dopo aver annullato gli atti successivi al fallimento, dichiara la domanda di risoluzione contratto fallimento improcedibile, perché di competenza esclusiva del Giudice Delegato per garantire la par condicio creditorum.
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