Un grave incendio ha distrutto gran parte di un albergo, causato dall'accensione di un caminetto non autorizzato e dalla mancata pulizia della canna fumaria, in cui si era accumulata fuliggine. Il gestore dell'albergo è stato condannato per il reato di incendio colposo a un anno e sei mesi di reclusione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo il ricorso del gestore. I giudici hanno stabilito che l'uso del camino, vietato dalle norme antincendio per strutture alberghiere sopra i cinquanta posti letto, e l'omessa manutenzione annuale sono state le cause esclusive del disastro. La Corte ha inoltre chiarito che l'ignoranza delle norme di sicurezza non è scusabile per un professionista del settore, sul quale grava un rigoroso dovere di informazione e diligenza.
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