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Art. 441-bis Codice di Procedura Civile

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Controlli mirati illegittimi e reintegra del lavoratore
La Corte d'Appello ha annullato il licenziamento di un dipendente poiché basato su controlli mirati illegittimi. In assenza di un fondato sospetto preventivo, le indagini condotte da agenzie investigative private violano la dignità del lavoratore, rendendo le prove inutilizzabili e ordinando la reintegra sul posto di lavoro.
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Abrogazione rito Fornero: le regole per l’appello
Un dipendente pubblico impugna un licenziamento disciplinare. Il suo appello viene dichiarato inammissibile perché, nonostante l'abrogazione rito Fornero, la Cassazione stabilisce che per i procedimenti iniziati prima della riforma si applicano le vecchie regole. L'impugnazione corretta era il 'reclamo' entro 30 giorni, non l'appello ordinario. La Corte chiarisce il principio di 'perpetuatio iudicii' nelle norme transitorie.
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Abrogazione rito Fornero: le regole per le cause
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abrogazione del rito Fornero, efficace dal 28 febbraio 2023, non si applica ai procedimenti già iniziati prima di tale data. Di conseguenza, per impugnare una sentenza di primo grado in una causa pendente, è necessario rispettare le vecchie regole, proponendo 'reclamo' entro 30 giorni e non un appello ordinario. Un appello proposto oltre questo termine è stato dichiarato inammissibile per tardività.
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Licenziamento giusta causa: incidente e tossicodipendenza
Un macchinista impugna il suo licenziamento per giusta causa, avvenuto dopo aver causato un incidente ferroviario. Il Tribunale di Venezia ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del licenziamento. La decisione si fonda sulla duplice gravità della condotta del lavoratore: la mala gestio che ha portato alla collisione e l'aver tenuto nascosta all'azienda una grave e protratta tossicodipendenza da cocaina, fatto che ha irrimediabilmente compromesso il vincolo fiduciario.
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Licenziamento ritorsivo: nullo se elude la reintegra
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un licenziamento intimato a un lavoratore subito dopo un ordine di reintegra del giudice. La Suprema Corte ha stabilito che, qualora il secondo licenziamento si basi sulle stesse ragioni del primo già giudicate illegittime, si configura un licenziamento ritorsivo, in quanto l'unico scopo del datore di lavoro è quello di eludere il provvedimento giudiziario. La sentenza chiarisce anche che ai processi iniziati prima della Riforma Cartabia continua ad applicarsi la normativa precedente (Rito Fornero).
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