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Art. 44, comma 1, lett. b), d.P.R. n. 380 del 2001

9 provvedimenti

Abuso edilizio e tenuità del fatto: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 43227/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imprenditori condannati per abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la costruzione di manufatti di dimensioni rilevanti e destinati a un'attività commerciale esclude l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Inoltre, ha chiarito che un errore materiale nella motivazione della sentenza non ne causa la nullità e che nuove eccezioni, come la prescrizione, non possono essere sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Particolare tenuità: no se l’abuso edilizio è grande
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per abusi edilizi significativi, tra cui un container a uso abitativo e altre opere. La Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), sottolineando che la notevole consistenza delle opere abusive è un elemento decisivo che impedisce di qualificare l'offesa come lieve, indipendentemente da altri fattori.
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Legittimazione del socio: chi può chiedere il dissequestro?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16462/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio che chiedeva il dissequestro di un immobile di proprietà della sua società. Il punto centrale della decisione è la mancanza di legittimazione del socio: solo la società, in quanto soggetto giuridico proprietario del bene, può agire per ottenerne la restituzione, non il singolo socio a titolo personale.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione proposto personalmente dall'imputato, condannato per reati edilizi, e non tramite un difensore abilitato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che riserva la presentazione dell'atto a legali specificamente qualificati. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Definizione di cortile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7422 del 2024, ha rigettato il ricorso di un Procuratore che chiedeva il sequestro preventivo di un cantiere. Il caso verteva sulla corretta interpretazione della definizione di cortile secondo la normativa urbanistica locale. La Corte ha stabilito che l'interpretazione delle norme tecniche e dei regolamenti edilizi da parte del giudice di merito costituisce una valutazione di fatto, non sindacabile in sede di legittimità se non per vizi logici radicali, confermando così la decisione di non procedere al sequestro.
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Sequestro beni aziendali: l’interesse dell’indagato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore, indagato per reati ambientali, contro il sequestro di beni aziendali. La Corte ha stabilito che l'interesse a impugnare il sequestro non appartiene all'indagato in quanto persona fisica, ma alla società che detiene legalmente i beni. Il ricorso è stato respinto per carenza di interesse, sottolineando la distinzione tra la posizione processuale dell'individuo e quella dell'ente giuridico.
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Piano di Recupero Scaduto: Permesso di Costruire Nullo
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di un immobile costruito sulla base di un permesso illegittimo. Il titolo edilizio si fondava su un Piano di Recupero Scaduto da oltre vent'anni, le cui previsioni non consentivano più interventi di demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria. L'impugnazione è stata dichiarata inammissibile perché le contestazioni riguardavano la valutazione di atti amministrativi, non una violazione di legge.
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Permesso di costruire illegittimo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di costruzione di un grande edificio commerciale in zona agricola, basato su un permesso di costruire illegittimo. La sentenza chiarisce che, ai fini penali, un permesso macroscopicamente illegittimo equivale a una sua totale assenza, legittimando la condanna per abuso edilizio e l'ordine di demolizione. Viene inoltre affrontata la nullità della procedura di correzione di errore materiale della pena svolta senza contraddittorio, portando all'annullamento parziale della sentenza per uno degli imputati con rideterminazione della pena direttamente in sede di legittimità.
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Prescrizione reato edilizio: quando si estingue?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per un abuso edilizio, dichiarando la prescrizione del reato edilizio. Il caso riguardava due persone condannate per la realizzazione di un manufatto abusivo. La Suprema Corte ha stabilito che, essendo l'opera già completata al momento dell'accertamento, il termine di prescrizione era decorso prima della sentenza d'appello. Di conseguenza, la condanna per tale reato è stata annullata senza rinvio, con rideterminazione della pena per il reato residuo.
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