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Art. 44 Codice della Crisi d'Impresa

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26 provvedimenti

Competenza territoriale crisi d’impresa: sede effettiva
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due Tribunali in materia di crisi d'impresa. Viene stabilito che, per individuare il giudice competente, la presunzione di coincidenza tra la sede legale e il centro degli interessi principali (COMI) del debitore non è assoluta, ma relativa. Pertanto, se vi sono prove univoche che la sede effettiva, dove si svolge l'attività direttiva e amministrativa, è in un luogo diverso e tale circostanza è riconoscibile dai terzi, la competenza territoriale per la crisi d'impresa spetta al Tribunale di quel luogo.
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Supersocietà di fatto: fallimento e requisiti
La Corte d'Appello di Venezia, con la sentenza del 13.02.2025 relativa ai procedimenti n. 2083/2024 e 2094/24, conferma il fallimento di una 'supersocietà di fatto' e dei suoi soci per ripercussione. Il caso riguarda un complesso schema di evasione IVA nel settore petrolifero, dove più società e persone fisiche hanno agito con un unico scopo illecito, mettendo in comune beni e attività. La Corte ha stabilito che l'esistenza di un'impresa collettiva con un distinto scopo illecito, la commistione patrimoniale e la sistematica distribuzione di profitti sono elementi sufficienti per identificare una supersocietà di fatto, giustificandone il fallimento esteso ai soci illimitatamente responsabili.
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Misure protettive: la conferma nel concordato
Il Tribunale di Sondrio ha confermato le misure protettive richieste da una società nell'ambito di una procedura di concordato semplificato. Il decreto chiarisce che le misure sono efficaci dalla data di pubblicazione della domanda nel Registro delle Imprese e che il giudice deve confermarle o revocarle entro 30 giorni. La durata è stata fissata in 125 giorni, calcolando il periodo residuo rispetto ai 12 mesi massimi, avendo la società già usufruito di 240 giorni di protezione in una precedente procedura.
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Omologa concordato preventivo: il no del Tribunale
Una società ha richiesto l'omologa di un concordato preventivo in continuità aziendale nonostante il voto contrario di diverse classi di creditori. Il Tribunale di Torino ha respinto l'istanza, evidenziando due criticità insuperabili: la manifesta irrealizzabilità del piano economico-finanziario, basato su proiezioni smentite dai dati reali, e la violazione della regola della priorità assoluta (Absolute Priority Rule). La proposta, infatti, prevedeva la soddisfazione di creditori di rango inferiore prima di quelli privilegiati, contravvenendo a un principio cardine della procedura.
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Obblighi informativi: la revoca per grave violazione
Il Tribunale di Torino ha concesso a un'impresa un termine per presentare una proposta di soluzione alla crisi, imponendo precisi obblighi informativi mensili. A seguito del mancato rispetto di tali obblighi per due scadenze consecutive, il Tribunale ha assegnato un termine perentorio all'impresa per fornire giustificazioni, riservandosi di revocare il provvedimento originario a causa della grave violazione riscontrata.
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Decadenza termine: pagamento subito se c’è crisi
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo ottenuto da un professionista, sostenendo che il termine per il pagamento, legato a una futura rendicontazione, non fosse ancora scaduto. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, confermando che lo stato di insolvenza e il comportamento contrario a buona fede della società debitrice hanno causato la decadenza dal beneficio del termine, rendendo il credito immediatamente esigibile.
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