LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 438 Codice Civile

0 provvedimenti

Riparazione per ingiusta detenzione: stop al calcolo errato
Un cittadino ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione dopo aver trascorso 433 giorni in custodia cautelare. La Corte di Appello ha quantificato l'indennizzo calcolando erroneamente soltanto 100 giorni di detenzione e ha ignorato la richiesta di una provvisionale economica per motivi di sussistenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'interessato, stabilendo l'obbligo di considerare l'esatta durata della reclusione e di motivare espressamente sulle richieste di anticipo per stato di bisogno. I giudici hanno invece confermato la compensazione delle spese processuali perché l'Amministrazione pubblica non si era opposta alla domanda. La sentenza impugnata è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo e corretto conteggio dell'indennizzo spettante.
Continua »
Riparazione per ingiusta detenzione: spetta la provvisionale
Un cittadino ha formulato istanza per ottenere la riparazione per ingiusta detenzione a seguito di una custodia cautelare subita per un reato da cui era stato prosciolto. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'indennizzo finale, ma ha omesso di decidere sulla contestuale richiesta di una provvisionale a titolo di alimenti, avanzata per documentate condizioni di precarietà economica. Il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione censurando il silenzio dei giudici di merito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che chi richiede l'indennizzo ha diritto a ottenere una provvisionale alimentare se dimostra uno stato di bisogno a cui non può rimediare. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato l'ordinanza limitatamente all'omesso esame della provvisionale, rinviando la causa per un nuovo giudizio.
Continua »
Rendita vitalizia: la tassazione corretta
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione come atto oneroso di un contratto di rendita vitalizia con cui due genitori hanno trasferito immobili alla figlia in cambio di assistenza. Nonostante i contribuenti sostenessero si trattasse di una donazione modale, i giudici hanno rilevato che l'ampiezza degli obblighi assistenziali (cura, vitto, alloggio e medicine) configurava un vero e proprio scambio commerciale. Ai sensi dell'Art. 20 del Testo Unico Registro, l'imposta si applica in base agli effetti giuridici oggettivi dell'atto, indipendentemente dal nome scelto dalle parti o dalle loro intenzioni soggettive.
Continua »
Donazione modale: quando esclude l’obbligo alimentare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una sorella contro il fratello, confermando che quest'ultimo non era tenuto a versare gli alimenti alla vedova del padre. La decisione si basa sul principio della donazione modale: poiché i beni ricevuti in donazione erano gravati da debiti di valore superiore, il valore netto della liberalità era negativo, annullando così l'obbligo alimentare previsto dalla legge.
Continua »
Assegno divorzile: la prova della non autosufficienza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19306/2023, ha annullato la decisione che concedeva un assegno divorzile a un'ex coniuge basandosi solo sulla sua ridotta capacità lavorativa. La Corte ha stabilito che per ottenere l'assegno con funzione assistenziale è necessaria una verifica completa e rigorosa dell'effettiva non autosufficienza economica, considerando patrimonio mobiliare, immobiliare e altri redditi, non essendo sufficiente la sola condizione di salute.
Continua »
Comodato precario: figlio deve lasciare la casa?
La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito: il figlio adulto deve restituire la casa concessa in comodato precario dai genitori. Non rileva il suo stato di bisogno, poiché l'uso gratuito dell'immobile era un atto di generosità volontaria, non l'adempimento di un obbligo di mantenimento.
Continua »
Assegno divorzile: indagini fiscali sull’ex coniuge
Una donna ricorre contro la drastica riduzione del suo assegno divorzile. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non disporre indagini fiscali sul reddito dell'ex marito, a fronte di prove che ne indicavano una palese sottostima. La Corte ha inoltre censurato la valutazione approssimativa del patrimonio di entrambi i coniugi. Viene invece respinta la richiesta della componente compensativa dell'assegno, poiché la mancata contribuzione della donna alla vita familiare, seppur dovuta a motivi di salute, non ne fa sorgere il diritto. La causa è stata rinviata per un nuovo e più accurato esame economico.
Continua »
Fondo patrimoniale: Ipoteca per debiti fiscali
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'iscrizione di ipoteca da parte dell'Agenzia delle Entrate su beni inclusi in un fondo patrimoniale. La Corte ha stabilito che l'ipoteca è legittima a meno che il debitore non riesca a provare che il debito tributario sia stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia e, inoltre, che l'ente creditore fosse a conoscenza di tale estraneità. Viene così ribaltata la decisione di merito che aveva presunto la natura extra-familiare dei debiti derivanti da attività d'impresa, riaffermando che l'onere della prova grava interamente sul contribuente.
Continua »