La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12398/2024, ha stabilito l'esatto trattamento fiscale della caparra penitenziale ai fini dell'imposta di registro. A differenza di quanto sostenuto dall'Agenzia delle Entrate, l'imposta proporzionale del 3% non è dovuta al momento della registrazione del contratto preliminare, ma solo nell'eventualità in cui venga esercitato il diritto di recesso. La Corte ha chiarito che tale patto va assimilato, ai soli fini fiscali, a un negozio sospensivamente condizionato, la cui tassazione scatta solo al verificarsi dell'evento, ovvero lo scioglimento del contratto.
Continua »