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Art. 421 Codice di Procedura Civile

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530 provvedimenti

Mobbing lavorativo: quando le condotte non bastano
Un dipendente bancario ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro a seguito di una fusione aziendale, lamentando un errato inquadramento, il mancato rimborso di spese e condotte di mobbing. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per configurare il mobbing lavorativo è indispensabile che il lavoratore fornisca la prova di un preciso intento persecutorio che unifichi le diverse azioni datoriali. Le singole condotte, anche se negative, non sono sufficienti se non inserite in un disegno vessatorio complessivo.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugna un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile applicando la nuova normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio. La Corte stabilisce che, in assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire del ricorrente, cassando la sentenza senza rinvio.
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Somministrazione irregolare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9265/2019, affronta un caso di somministrazione irregolare. Una lavoratrice aveva ottenuto in primo e secondo grado la conversione del suo contratto a tempo indeterminato presso l'azienda utilizzatrice, poiché la causale, legata a 'punte di intensa attività', era stata ritenuta troppo generica e non provata. La Cassazione conferma la conversione del rapporto ma cassa la sentenza sulla parte economica, stabilendo che al lavoratore spetta l'indennità risarcitoria onnicomprensiva prevista dall'art. 32 della L. 183/2010 e non l'integrale pagamento delle retribuzioni perse.
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Clausola di contingentamento: onere della prova del datore
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. L, n. 7589 del 18/03/2019, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia aerea in amministrazione straordinaria, confermando la nullità di un contratto a termine. La Corte ha ribadito due principi chiave: la competenza del giudice del lavoro per le cause sullo 'status' del lavoratore anche in caso di insolvenza aziendale, e l'onere del datore di lavoro di provare il rispetto della clausola di contingentamento. La mancata allegazione specifica dei dati numerici non può essere sanata da una richiesta di prova testimoniale.
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Simulazione di rapina: legittima la sanzione?
Un dipendente bancario viene sanzionato con la sospensione dopo una rapina in filiale. In appello emerge che si trattava di una simulazione di rapina orchestrata dal lavoratore stesso. La Corte d'Appello di Firenze ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della sanzione disciplinare, ritenendola proporzionata alla gravità estrema della condotta che ha violato il rapporto di fiducia, superando le iniziali contestazioni di natura procedurale.
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Prova cessione del credito: Gazzetta non basta
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Milano ha stabilito che la prova della cessione del credito non può basarsi unicamente sulla pubblicazione dell'avviso di cessione in blocco in Gazzetta Ufficiale. Il creditore cessionario ha l'onere di dimostrare la titolarità dello specifico credito attraverso il contratto di cessione. Mancando tale prova, il decreto ingiuntivo è stato revocato e la pretesa del creditore respinta.
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Risarcimento danno ritardata assunzione: limiti
Una docente, dopo aver atteso 14 anni per una nomina in ruolo illegittimamente ritardata dall'Amministrazione, ottiene in via definitiva il pieno risarcimento del danno per la ritardata assunzione. La Corte di Cassazione, e per essa la Corte d'Appello in sede di rinvio, ha stabilito che non si può pretendere dal lavoratore di compiere sacrifici "gravosi o eccezionali", come trasferirsi in un'altra regione per un lavoro precario, al solo fine di mitigare il danno causato dall'ente. La sentenza condanna quindi l'Amministrazione a versare tutte le retribuzioni perse, detratto solo quanto effettivamente guadagnato altrove dalla lavoratrice.
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Onere della prova: rigetto per mancanza di prove
Un lavoratore ha citato in giudizio un'impresa appaltatrice e una committente, chiedendo il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato e il pagamento di retribuzioni. Il Tribunale ha rigettato la domanda per totale mancanza di prove. La decisione sottolinea come l'onere della prova gravi su chi agisce in giudizio e come le contraddizioni nelle dichiarazioni del ricorrente, unite all'assenza di testimonianze a supporto, rendano impossibile accogliere la richiesta.
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Azione di regresso: condanna per amianto e prescrizione
Un ente previdenziale ha esercitato un'azione di regresso contro una società datrice di lavoro per recuperare le somme versate agli eredi di un lavoratore deceduto per un carcinoma dovuto all'esposizione all'amianto. La società si è difesa eccependo la prescrizione del diritto. Il Tribunale ha respinto l'eccezione, ritenendo che la prescrizione fosse stata validamente interrotta. Ha inoltre affermato la responsabilità della società, basandosi su una precedente sentenza e riducendo l'importo dovuto di un terzo a causa del concorso di colpa del lavoratore (tabagismo).
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Lavoro supplementare: annullata sanzione per prova
Il Tribunale di Ancona ha annullato un'ordinanza ingiunzione per presunto lavoro supplementare non registrato. La decisione si fonda sull'insufficienza e contraddittorietà delle prove testimoniali raccolte, sottolineando che l'onere della prova grava sull'ente accertatore. Le dichiarazioni rese agli ispettori sono state ritenute non sufficienti a superare le testimonianze processuali e la coerenza del lavoratore interessato.
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