L'Indagato, accusato di associazione mafiosa, estorsione e traffico illecito di rifiuti, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La difesa ha presentato una memoria scientifica per dimostrare la liceità del materiale legnoso trattato dall'azienda dell'indagato, ma il Tribunale del Riesame ha ignorato tale documento. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, sancendo che l'omesso esame di memoria difensiva contenente elementi decisivi e inediti determina un vizio di motivazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza limitatamente al reato ambientale, disponendo un nuovo esame davanti al Tribunale di Catanzaro, mentre ha confermato la misura cautelare per gli altri capi d'accusa.
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