LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 41 del d.l. n. 331 del 1993

0 provvedimenti

Efficacia Giudicato Esterno: Fisco Perde Causa Già Decisa
L'Agenzia delle Entrate sanziona un'azienda per presunte irregolarità nella documentazione di vendite intracomunitarie. La Corte di Cassazione respinge il ricorso del Fisco, non riesaminando le prove, ma applicando il principio dell'efficacia del giudicato esterno. Una precedente sentenza definitiva, relativa allo stesso anno d'imposta e tra le stesse parti, aveva già accertato la realtà e l'effettività di quelle operazioni. Tale decisione, essendo vincolante, ha precluso ogni ulteriore discussione sulla stessa questione di fatto, anche se il nuovo giudizio riguardava solo le sanzioni e non l'imposta. Di conseguenza, l'azienda ha vinto la causa.
Continua »
Diritto alla discussione orale: udienza negata, è nulla
Una società del settore automobilistico ha impugnato un avviso di accertamento IVA. In appello, durante l'emergenza sanitaria, ha richiesto una discussione orale da remoto, come previsto dalla normativa speciale. La Corte territoriale ha ignorato l'istanza, decidendo la causa sulla base dei soli atti scritti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che la negazione del diritto alla discussione orale, senza fornire alternative procedurali previste dalla legge (come la trattazione scritta con termini per memorie), costituisce una grave violazione del diritto di difesa e determina la nullità della sentenza.
Continua »
Prova trasferimento beni: la Cassazione e l’IVA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di vendita auto, confermando il diniego all'esenzione IVA per cessioni intracomunitarie. L'azienda non ha fornito una adeguata prova del trasferimento dei beni fuori dall'Italia. La Corte ha stabilito che, anche in caso di vendita "franco fabbrica", l'onere della prova del trasferimento fisico dei beni incombe sul venditore, e la sola documentazione contrattuale o la radiazione dal PRA non sono sufficienti a dimostrarlo.
Continua »
Prova cessioni intracomunitarie: la Cassazione decide
Una società del settore automobilistico si è vista negare la detrazione IVA per vendite a clienti UE, non avendo fornito adeguata prova delle cessioni intracomunitarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nelle vendite "franco fabbrica" spetta sempre al venditore dimostrare l'effettiva uscita dei beni dal territorio nazionale. Secondo la Corte, il solo impegno contrattuale dell'acquirente o la radiazione dal PRA non sono prove sufficienti, essendo necessaria una documentazione che attesti l'avvenuto trasporto.
Continua »
Cessioni intracomunitarie: la prova non è solo il CMR
Una società tedesca si è vista negare l'esenzione IVA per diverse cessioni intracomunitarie a causa della mancata presentazione del documento di trasporto CMR. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la prova dell'avvenuta consegna in un altro Stato UE non è legata esclusivamente al CMR. È possibile dimostrare l'operazione attraverso un insieme di documenti probatori equivalenti, soprattutto in caso di vendite con clausola "franco fabbrica". La sentenza di merito è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione delle prove.
Continua »
Rimborso IVA: la decorrenza nella doppia imposizione
Una società ha pagato l'IVA sia in Italia che in Olanda per le stesse operazioni, subendo una doppia imposizione. Ha poi richiesto il rimborso IVA in Italia, ma l'istanza è stata respinta perché presentata oltre il termine di due anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6756/2025, ha confermato che il termine per la richiesta di rimborso decorre dal momento del pagamento dell'imposta nel paese estero, e non dalla data di ottenimento di un successivo certificato di regolarità fiscale. Questo perché il pagamento stesso rende il contribuente pienamente consapevole della doppia imposizione e del suo diritto al rimborso.
Continua »
Cessioni intracomunitarie: la prova per l’esenzione IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17727/2025, ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate sia quello incidentale del contribuente. La Corte ha stabilito che per le cessioni intracomunitarie, la prova dell'effettivo trasferimento dei beni può essere fornita anche con "fatti secondari" come le comunicazioni Intrastat e le dichiarazioni dei cessionari, non essendo obbligatorio il modello CMR. Ha inoltre dichiarato inammissibile l'appello incidentale tardivo del contribuente, poiché l'interesse a impugnare una parte della sentenza di primo grado preesisteva all'appello principale dell'Agenzia e non ne era una diretta conseguenza.
Continua »