Una dipendente di una casa di cura, addetta alla farmacia, è stata licenziata per negligenza nella custodia di farmaci, inclusi stupefacenti. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa, respingendo il ricorso della lavoratrice. La Corte ha stabilito che, nonostante il contratto collettivo potesse prevedere una sanzione più lieve per "grave negligenza", la particolare gravità dei fatti (natura dei farmaci, violazione di direttive) era tale da ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia, giustificando la massima sanzione espulsiva.
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