Il Ministero della Giustizia ha impugnato la decisione che consentiva a un detenuto, sottoposto al regime penitenziario differenziato, di acquistare e detenere in cella lettori e CD musicali per scopi ricreativi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, annullando il provvedimento con rinvio. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene l'ascolto della musica rientri tra i piccoli gesti di normalità quotidiana del detenuto, tale interesse deve essere bilanciato con le rigorose esigenze di sicurezza del regime speciale. Il Tribunale di sorveglianza dovrà quindi valutare se i controlli tecnici necessari a evitare la manomissione dei supporti digitali rappresentino un carico di lavoro insostenibile per l'amministrazione penitenziaria, giustificando così il divieto imposto dalla direzione del carcere.
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