LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 40 d.lgs. n. 165 del 2001

Pagina 2 di 2

25 provvedimenti

Indennità di perequazione: prova per biologi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'università riguardante il diritto di una biologa all'indennità di perequazione. La decisione sottolinea che per ottenere la componente variabile di tale indennità, non è sufficiente il conferimento formale di un incarico dirigenziale, ma è necessaria la prova rigorosa dell'effettivo svolgimento delle relative mansioni. L'inammissibilità è derivata dalla violazione del principio di autosufficienza del ricorso.
Continua »
Progressione economica: scatto anzianità e stipendio
Un ricercatore di un ente pubblico ha contestato il metodo di calcolo per la sua progressione economica. L'ente posticipava gli scatti stipendiali al 31 dicembre di ogni anno, anziché farli decorrere dall'anniversario della data di assunzione. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, stabilendo che l'anzianità di servizio matura in base alla data di assunzione individuale. Questa interpretazione previene disparità di trattamento tra i dipendenti e garantisce il corretto avanzamento di carriera. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Compenso lavoro straordinario: basta il consenso implicito
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente pubblico ha diritto al compenso per lavoro straordinario anche in assenza di un'autorizzazione formale, a condizione che la prestazione sia stata svolta con il consenso implicito del datore di lavoro. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un'ente pubblico che si opponeva al pagamento, sottolineando che il diritto alla retribuzione per il lavoro effettivamente svolto, basato sull'art. 2126 c.c., prevale sui vizi formali della richiesta.
Continua »
Retribuzione variabile: quando è dovuta ai dipendenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni autisti di una società di trasporto pubblico, confermando che la loro richiesta di una retribuzione variabile non era fondata. Il pagamento era subordinato a due condizioni non soddisfatte: l'effettivo finanziamento da parte della Regione e il raggiungimento di specifici obiettivi di produttività. La Corte ha stabilito che, per le società a partecipazione pubblica, i premi di risultato devono essere sempre legati a performance concrete, in linea con i principi di contenimento della spesa pubblica.
Continua »
Contributo regionale: quando è dovuto ai lavoratori?
Una società di trasporti ha interrotto il pagamento di un contributo regionale integrativo ai suoi dipendenti dopo la cessazione dei finanziamenti regionali. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale contributo non era un elemento fisso della retribuzione, ma una somma condizionata sia alla disponibilità dei fondi regionali sia al raggiungimento di specifici obiettivi di produttività. Di conseguenza, ha respinto sia il ricorso dei lavoratori, che ne chiedevano il pagamento, sia quello dell'azienda, che chiedeva la restituzione delle somme già versate in esecuzione di una precedente sentenza, a causa della mancata prova dell'effettivo pagamento.
Continua »