Una società veniva coinvolta in una frode fiscale su carburanti. Acquistava solo sulla carta gasolio a tassazione agevolata, destinato in teoria all'agricoltura, che veniva in realtà venduto a clienti non aventi diritto. L'Agenzia delle Dogane ha richiesto alla società il pagamento delle accise evase. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo il principio della responsabilità solidale accise. Secondo la Corte, chiunque partecipi, anche con un ruolo solo formale, a uno svincolo irregolare di prodotti soggetti ad accisa è tenuto a pagare l'imposta evasa insieme agli altri autori della frode. La consapevolezza di partecipare all'illecito è sufficiente per essere considerati debitori verso lo Stato.
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