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Art. 4 d.m. 55/14

8 provvedimenti

Liquidazione spese legali per più parti: la Cassazione frena le duplicazioni
Una Proprietaria ha citato in giudizio un'Impresa Edile per danni al suo immobile causati da lavori adiacenti. Dopo il rigetto in primo grado e in appello, la Proprietaria ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato il rigetto delle richieste di risarcimento, ma ha accolto un motivo riguardante la liquidazione spese legali per più parti. Ha stabilito che, quando un avvocato difende più clienti con la stessa posizione processuale e senza questioni distinte, il compenso deve essere unico, seppur maggiorato e ridotto secondo specifiche percentuali, evitando duplicazioni ingiustificate. La Corte ha quindi ricalcolato le spese dovute agli Eredi del Direttore dei Lavori.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per inadeguata remunerazione. Il caso verteva sulla prescrizione medici specializzandi, con la Corte che ha confermato l'inammissibilità per motivi procedurali, in particolare la confusività dell'atto di appello, e per l'infondatezza della pretesa basata su una giurisprudenza ormai consolidata.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Un gruppo di medici specialisti ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio ma ha condannato i ricorrenti a pagare due terzi delle spese legali, motivando che il ricorso sarebbe stato comunque inammissibile.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici per il risarcimento danni da tardiva attuazione di direttive UE sulla remunerazione della specializzazione. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999. I ricorsi sono stati giudicati temerari, con condanna per responsabilità aggravata, vista la consolidata giurisprudenza in materia di risarcimento medici specializzandi.
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Risarcimento medici specializzandi: prescrizione e limiti
Un gruppo di medici specializzatisi tra il 1979 e il 1989 ha citato lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione di direttive UE che prevedevano una giusta remunerazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che il diritto al risarcimento medici specializzandi si è estinto per prescrizione. Il termine decennale, secondo la Corte, è iniziato il 27 ottobre 1999 e, essendo l'azione legale stata avviata nel 2018, era ormai scaduto. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria.
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Rinuncia al ricorso: le spese legali secondo Cassazione
Un gruppo di medici specializzandi ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione riguardante il loro diritto a una retribuzione per gli anni di specializzazione non pagati. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio ma, a causa della presentazione tardiva della rinuncia (solo tre giorni prima dell'udienza), ha esercitato il suo potere discrezionale previsto dall'art. 391 c.p.c., condannando i medici a rimborsare una parte delle spese legali sostenute dallo Stato, motivando la decisione con la mancata possibilità per la controparte di evitare l'attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Un gruppo di medici, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per il risarcimento danni da tardiva attuazione di direttive comunitarie, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, hanno presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio ma ha condannato i medici a pagare una parte delle spese legali, motivando la decisione con la tardività della rinuncia, che non ha esonerato la controparte dal preparare le proprie difese.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione rigetta
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento del danno dovuto alla tardiva attuazione di direttive europee che prevedevano un'adeguata retribuzione durante la specializzazione. Sia in primo grado che in appello, la domanda è stata respinta per intervenuta prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso dei medici. La Corte ha ritenuto infondate le tesi dei ricorrenti secondo cui il loro diritto sarebbe stato imprescrittibile o che il termine di prescrizione sarebbe iniziato a decorrere solo dal loro pensionamento, ribadendo che il diritto al risarcimento è soggetto ai normali termini di prescrizione.
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