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Art. 4, comma 8, d.lgs. n. 182 del 1997

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Pensione Spettacolo: il Massimale Retributivo Quota B è valido
Una lavoratrice dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il vecchio limite di retribuzione giornaliera non dovesse applicarsi alla 'quota B' (contributi post 1992). I tribunali di merito le avevano dato ragione. La Corte di Cassazione ha però ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Ente Previdenziale. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il massimale retributivo quota B, previsto da una legge del 1971, non è mai stato cancellato dalle riforme successive. Pertanto, questo tetto massimo deve essere ancora applicato nel calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale ha vinto la causa.
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Tetto retributivo pensione spettacolo: la Cassazione dà ragione INPS
Un lavoratore del mondo dello spettacolo ha chiesto all'INPS di calcolare la sua pensione (la 'quota B') senza applicare il vecchio limite massimo sulla retribuzione giornaliera. Sosteneva che una legge del 1997 avesse cancellato questo limite. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'INPS, stabilendo un principio importante: il tetto retributivo pensione spettacolo è ancora valido. Secondo i giudici, le riforme successive non hanno eliminato questo limite, che resta essenziale per l'equilibrio del sistema previdenziale di categoria. Di conseguenza, la richiesta del lavoratore è stata respinta e il calcolo della pensione deve rispettare il massimale storico.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la validità del massimale pensionabile spettacolo per il calcolo della "quota B" delle pensioni dei lavoratori del settore. Con l'ordinanza in esame, ha annullato una decisione di merito che riteneva superato tale limite, ribadendo che la norma non è stata abrogata e resta un elemento coessenziale del sistema previdenziale specifico per questa categoria professionale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22917/2024, ha stabilito che il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva ordinato il ricalcolo della pensione senza tale limite, affermando che la normativa non è stata tacitamente abrogata e rimane compatibile con le riforme successive.
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Massimale pensionabile spettacolo: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la piena validità del massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo nel calcolo della "quota B" della loro pensione. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della corte territoriale che aveva erroneamente ritenuto superato tale limite. Viene così ribadito che il tetto alla retribuzione giornaliera, previsto dalla normativa del 1971, non è stato abrogato dalle leggi successive e resta un elemento fondamentale del sistema previdenziale di categoria.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite giornaliero
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla pensione lavoratori spettacolo, stabilendo che il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche al calcolo della cosiddetta "quota B". Con questa ordinanza, la Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando la decisione della Corte d'Appello. La motivazione principale risiede nel fatto che tale limite, mai abrogato, è ritenuto essenziale per garantire l'equilibrio di un sistema pensionistico già di per sé vantaggioso per questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24140/2025, ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo si applica anche alla cosiddetta "quota B" della pensione, calcolata sui contributi versati dopo il 31 dicembre 1992. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro una lavoratrice del settore, riformando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'applicazione di tale limite. Secondo i giudici, il tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile non è mai stato abrogato e costituisce un elemento essenziale del regime previdenziale speciale, bilanciando condizioni di accesso più favorevoli.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore dello spettacolo aveva ottenuto in primo e secondo grado il ricalcolo della sua pensione senza l'applicazione del limite di retribuzione giornaliera. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione e la Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. La Suprema Corte ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo, previsto da una norma del 1971, è ancora pienamente in vigore per il calcolo della "quota B" della pensione, in quanto mai abrogato e considerato un elemento essenziale per bilanciare un sistema previdenziale altrimenti più favorevole rispetto a quello generale.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il limite massimo della retribuzione pensionabile per i lavoratori dello spettacolo, noto come massimale pensionabile spettacolo, continua ad applicarsi anche per la parte di pensione maturata dopo il 31 dicembre 1992 (la cosiddetta "quota B"). La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tale limite, riaffermando che la normativa del 1971 non è mai stata abrogata e costituisce un elemento essenziale del sistema previdenziale di categoria.
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Quota B pensione spettacolo: il limite massimo vale
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo della quota B pensione spettacolo, destinata ai lavoratori del settore, si deve ancora applicare il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dal d.P.R. n. 1420 del 1971. La Corte ha chiarito che le riforme successive, in particolare il d.lgs. n. 182 del 1997, non hanno abrogato tale tetto. La decisione riforma la sentenza d'appello che aveva escluso l'applicazione del massimale, accogliendo il ricorso dell'Istituto Previdenziale e rinviando la causa per un nuovo esame.
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