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Art. 4, comma 4-bis, L. n. 401 del 1989

6 provvedimenti

Raccolta abusiva di scommesse: condanna annullata
I Gestori di un centro scommesse venivano condannati per il reato di raccolta abusiva di scommesse in assenza della licenza di pubblica sicurezza. I ricorrenti lamentavano che il diniego dell'autorizzazione derivasse dalla discriminazione subita dal bookmaker austriaco a cui erano affiliati, in violazione del diritto dell'Unione Europea. La Corte d'appello aveva ignorato la richiesta di acquisire la prova del diniego. La Corte di Cassazione, ribadendo che la normativa penale interna va disapplicata se contraria al diritto eurounitario, rileva che il ricorso non è inammissibile. Tuttavia, essendo il reato ormai estinto per il decorso del tempo, annulla la sentenza di condanna senza rinvio per intervenuta prescrizione.
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Raccolta scommesse: la regolarizzazione fiscale non basta
La Cassazione Penale ha confermato la condanna per raccolta scommesse abusiva, chiarendo che la regolarizzazione fiscale non sana il reato. La mancata adesione alla procedura di regolarizzazione completa, anche in contesti di presunta discriminazione passata, rende l'attività illecita.
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Raccolta illegale scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore di un centro scommesse, condannato per raccolta illegale scommesse. La sentenza chiarisce che l'adesione alla sola sanatoria fiscale non sana l'illiceità penale della condotta e che la presunta discriminazione subita dal bookmaker estero non giustifica l'operatività in assenza di licenza, soprattutto quando non si è tentato di aderire alle procedure di regolarizzazione disponibili.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
Un bookmaker estero ha contestato avvisi di accertamento per l'imposta unica sulle scommesse relativa agli anni 2010-2013, sostenendo la non debenza del tributo per mancanza di concessione e la violazione del diritto UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'imposta unica scommesse è dovuta da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, a prescindere dalla concessione. La Corte ha confermato la solidarietà paritetica tra il bookmaker estero e i centri di trasmissione dati locali, escludendo qualsiasi discriminazione ai sensi del diritto unionale.
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Raccolta scommesse non autorizzata: limiti difesa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un gestore di un centro scommesse condannato per raccolta scommesse non autorizzata. La Corte chiarisce che non vi è violazione del diritto di difesa se il fatto storico contestato rimane invariato durante il processo, anche se l'inquadramento giuridico viene precisato. I motivi relativi alla ricostruzione dei fatti e alla concessione delle attenuanti sono stati respinti in quanto di competenza dei giudici di merito o infondati.
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Incertezza normativa: annullate sanzioni fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15724/2025, ha stabilito che un operatore di scommesse estero, pur essendo tenuto al pagamento dell'Imposta Unica per l'attività svolta in Italia prima del 2010, non deve pagare le relative sanzioni. La decisione si fonda sul principio di "incertezza normativa", riconoscendo che la legislazione dell'epoca non era chiara sulla soggettività passiva di tali operatori, giustificando così l'annullamento delle sole sanzioni ma confermando la debenza del tributo.
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