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Art. 4, comma 1, d.lgs. n. 283 del 1998

6 provvedimenti

Indennità aggiuntiva: sì a ex AAMS assegnati a ETI
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto all'indennità aggiuntiva di fine servizio per un ex dipendente dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) che era stato temporaneamente assegnato all'Ente Tabacchi Italiani (ETI) senza mai essere trasferito in via definitiva. La Corte ha chiarito che, a differenza dei colleghi transitati stabilmente in ETI, il lavoratore rimasto nel ruolo provvisorio del Ministero ha diritto al computo di tale periodo per il calcolo del beneficio, poiché il rapporto di lavoro con l'amministrazione di origine non si è mai interrotto.
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Indennità aggiuntiva: spetta al dipendente distaccato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ex dipendente di un'amministrazione statale, temporaneamente assegnato a un altro ente senza un trasferimento definitivo, ha diritto a percepire l'indennità aggiuntiva di fine servizio. Il servizio prestato presso l'ente di destinazione deve essere computato, poiché il rapporto di lavoro originario non si è mai interrotto. La Corte ha rigettato il ricorso del Fondo di Previdenza, che sosteneva il contrario, chiarendo la distinzione cruciale tra assegnazione provvisoria e trasferimento definitivo.
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Indennità aggiuntiva: vale il servizio in distacco?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14139/2024, ha chiarito che un dipendente pubblico ha diritto all'indennità aggiuntiva anche per il periodo di servizio svolto in assegnazione temporanea presso un altro ente, a condizione che non vi sia stato un trasferimento definitivo. La sentenza sottolinea che, in assenza di un passaggio formale nei ruoli del nuovo ente, il rapporto di lavoro con l'amministrazione di origine persiste, garantendo così la continuità dei diritti previdenziali.
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Indennità aggiuntiva: sì per il personale distaccato
Un ex dipendente di un'amministrazione autonoma statale, assegnato temporaneamente a un ente pubblico economico, ha diritto all'indennità aggiuntiva di fine servizio per quel periodo. La Cassazione ha stabilito che, non essendoci stato un trasferimento definitivo, il rapporto di lavoro ai fini previdenziali è rimasto con l'amministrazione di origine, rendendo valido il servizio prestato presso l'ente esterno.
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Indennità aggiuntiva: sì al servizio presso altro ente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14140/2024, ha stabilito che un dipendente pubblico, inserito in un ruolo provvisorio e assegnato a un altro ente senza un trasferimento definitivo, ha diritto al calcolo dell'indennità aggiuntiva di fine servizio anche per il periodo lavorato presso tale ente. Il rapporto di lavoro con l'amministrazione di origine, infatti, non si interrompe. Il ricorso del Fondo di Previdenza è stato rigettato, confermando il diritto del lavoratore a percepire l'intera indennità.
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Indennità aggiuntiva: diritto anche senza trasferimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente pubblico, provvisoriamente assegnato a un altro ente senza un trasferimento definitivo, mantiene il diritto a percepire l'indennità aggiuntiva dal fondo di previdenza dell'amministrazione di origine. Il servizio prestato in 'comando' è valido ai fini del calcolo del TFR e dei benefici accessori, poiché il rapporto di lavoro con l'ente di appartenenza non si interrompe. La Corte ha rigettato il ricorso del fondo di previdenza, che sosteneva il contrario, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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