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Art. 4, comma 1, d.l. n. 119 del 2018

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Cessazione materia del contendere per debiti annullati
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un giudizio tributario. La controversia, relativa a una cartella esattoriale per tributi non pagati, è venuta meno a seguito dell'annullamento automatico del debito previsto dal D.L. n. 119/2018 per importi inferiori a mille euro. La Corte ha stabilito che, in questi casi, il processo si estingue e le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute, senza applicare sanzioni come il raddoppio del contributo unificato.
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Stralcio debiti tributari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2690/2024, ha dichiarato l'estinzione di un contenzioso relativo a contributi di bonifica. La decisione si fonda sull'applicazione dello stralcio debiti tributari, una norma sopravvenuta che ha annullato automaticamente i singoli carichi affidati all'agente di riscossione tra il 2000 e il 2010 per importi inferiori a 1.000 euro. Di conseguenza, venendo meno l'oggetto della disputa, il giudizio è stato dichiarato cessato.
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Cessazione materia del contendere: annulla la lite temeraria
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un caso tributario a seguito dell'annullamento automatico di un debito inferiore a 1.000 euro, come previsto dal D.L. 119/2018. La Corte ha chiarito che questa cancellazione, operando 'ope legis', estingue l'intero processo e annulla anche la precedente condanna del contribuente al pagamento di una somma per lite temeraria, cassando la sentenza impugnata senza rinvio.
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Difesa Agenzia Entrate: Avvocato privato o dello Stato?
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla difesa dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'ordinanza stabilisce che, nei giudizi tributari di merito, l'Agenzia può avvalersi di avvocati del libero foro senza necessità di una delibera specifica, a differenza di quanto previsto per i giudizi in Cassazione, dove il patrocinio è riservato all'Avvocatura dello Stato, salvo eccezioni. Il ricorso della contribuente, basato sulla presunta nullità del mandato difensivo, è stato rigettato. La Corte ha inoltre dichiarato cessata la materia del contendere per alcune cartelle di importo inferiore a mille euro, annullate per legge.
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Cessazione materia del contendere per debiti annullati
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un processo tributario. La lite, originata da una cartella di pagamento, è stata estinta poiché il debito sottostante, inferiore a 1.000 euro e relativo al periodo 2000-2010, è stato annullato automaticamente per legge ai sensi del D.L. n. 119/2018. La Corte ha stabilito che l'annullamento 'ope legis' rende nullo l'atto impugnato e fa venir meno l'oggetto del giudizio, con conseguente compensazione delle spese legali.
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Prescrizione crediti tributari: 10 anni per le imposte
In un caso riguardante la riscossione di cartelle esattoriali per IRPEF e IVA, la Corte di Cassazione ha chiarito la differenza nei termini di prescrizione dei crediti tributari. L'ordinanza stabilisce che per le imposte si applica il termine ordinario di dieci anni, mentre per le sanzioni e gli interessi collegati il termine è di cinque anni. La Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la precedente decisione che aveva erroneamente applicato una prescrizione quinquennale a tutto il debito e rinviando il caso alla Commissione Tributaria Regionale per una nuova valutazione.
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Notifica cartella: regole per irreperibilità relativa
Una contribuente contesta una richiesta di pagamento sostenendo la mancata notifica della cartella originaria per irreperibilità relativa. La Corte di Cassazione, applicando retroattivamente una sentenza della Corte Costituzionale, conferma che la notifica cartella era nulla per l'assenza della raccomandata informativa. Sebbene il debito fosse stato annullato, l'ente riscossore è stato condannato a pagare le spese legali in base al principio della soccombenza virtuale.
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