LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 395 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 11 di 35

685 provvedimenti

Altri anni per Art. 395 Codice di Procedura Civile

Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
Una società creditrice, tramite la sua mandataria, ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che aveva respinto la sua azione revocatoria. La ricorrente lamentava un travisamento della prova nella valutazione del patrimonio residuo del debitore. La Suprema Corte, applicando i recenti principi delle Sezioni Unite (sentenza n. 5792/2024), ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che criticare la scelta del giudice di merito di valorizzare alcuni dati probatori rispetto ad altri non integra un travisamento della prova, ma un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Errore di fatto: Cassazione rinvia per accordo
In una complessa vicenda di contraffazione di marchi, la Corte di Cassazione esamina un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. L'ordinanza in esame, tuttavia, non decide nel merito ma concede un rinvio, accogliendo la richiesta congiunta delle parti che stanno negoziando un accordo transattivo per porre fine alla controversia.
Continua »
Errore di fatto revocatorio: la Cassazione si corregge
Un contribuente, dopo aver impugnato alcune cartelle esattoriali, si vede dichiarare inammissibile il ricorso in Cassazione per un errore della Corte stessa, che non aveva visto una procura speciale regolarmente depositata. Il contribuente chiede quindi la revocazione dell'ordinanza. La Suprema Corte riconosce il proprio errore di fatto revocatorio, annulla la precedente decisione e, riesaminando il caso, rigetta il ricorso originario a seguito della rinuncia ai motivi espressa dal contribuente, compensando però le spese del giudizio di revocazione.
Continua »
Vizi del calcestruzzo: quando la prova è travisata?
Una società fornitrice di calcestruzzo è stata ritenuta responsabile per i difetti di un conglomerato cementizio destinato a pali di fondazione. In Cassazione, la società ha lamentato il travisamento della prova, sostenendo che i giudici avessero ignorato le prove relative alla pressione della falda acquifera. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo i limiti del sindacato sul cosiddetto 'errore percettivo' e confermando che la causa dei vizi del calcestruzzo era un difetto intrinseco del prodotto. La decisione sottolinea la difficoltà di contestare in sede di legittimità la valutazione delle prove tecniche operata dal giudice di merito.
Continua »
Errore di fatto: quando la Cassazione è inappellabile
Una società sanitaria ha richiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto riguardo la valutazione di una complessa operazione societaria (cessione di un ospedale e affidamento di servizi), asseritamene simulata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto revocatorio consiste in una svista percettiva su dati oggettivi e non in un disaccordo con la valutazione giuridica o l'interpretazione dei fatti operata dai giudici, confermando la natura eccezionale di questo rimedio.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione cassa sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di una Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione apparente. Il caso riguardava la validità della notifica di alcune cartelle di pagamento. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non possono limitarsi ad affermare genericamente la correttezza di una notifica senza specificare le ragioni concrete e analizzare le prove fornite, specialmente quando l'indirizzo di notifica è contestato. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Errore di fatto: quando revocare una sentenza Cassazione
Un cittadino ha chiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione. La Corte ha respinto il motivo relativo al merito della causa, chiarendo che una cattiva interpretazione dei motivi di ricorso è un errore di giudizio, non un errore di fatto. Ha invece accolto il secondo motivo, riconoscendo un errore di fatto nella mancata considerazione della dichiarazione per l'esonero dalle spese di lite. Di conseguenza, l'ordinanza è stata revocata limitatamente alla condanna alle spese.
Continua »
Errore di fatto: quando la Cassazione lo esclude
Una società immobiliare ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto sulla sua natura commerciale in un caso di esenzione IMU. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la decisione originale non si basava sulla natura della società, bensì sulla mancata esecuzione diretta delle attività che danno diritto all'agevolazione fiscale. Di conseguenza, non sussisteva alcun errore di fatto revocatorio.
Continua »
Superminimo collettivo: la Cassazione sulla modifica
Una lavoratrice si oppone alla soppressione di un 'superminimo collettivo' a seguito della disdetta di un accordo aziendale. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un emolumento previsto da un contratto collettivo, e non per meriti individuali, può essere modificato o eliminato da un successivo accordo collettivo, anche se peggiorativo, in quanto fonte esterna al contratto individuale.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di diritto bancario, analizzando due ricorsi collegati. La controversia riguardava la natura di un contratto autonomo di garanzia, l'efficacia di un piano di rientro per sanare la mancanza di forma scritta delle clausole sugli interessi e l'omessa pronuncia su un appello incidentale relativo al criterio del "saldo zero". La Corte ha accolto parzialmente il primo ricorso, stabilendo che una mera ricognizione di debito non può sostituire la forma scritta richiesta per i tassi d'interesse e ha censurato la corte d'appello per un errore procedurale. Il secondo ricorso è stato dichiarato inammissibile. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Doppia imposizione: quando il motivo è nuovo in appello
Un contribuente si è visto rigettare la richiesta di rimborso IVA basata su una presunta doppia imposizione (IVA e imposta di registro sulla stessa operazione). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il motivo della doppia imposizione, non essendo stato sollevato nel ricorso iniziale, costituiva un motivo nuovo e quindi inammissibile in appello. Inoltre, la Corte ha ribadito i rigidi limiti entro cui è possibile contestare la valutazione delle prove in sede di legittimità.
Continua »
Prova qualità di erede: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da una persona in qualità di erede, poiché non era stata fornita adeguata prova della qualità di erede. Una semplice dichiarazione sostitutiva attestante il rapporto di parentela è stata ritenuta insufficiente, soprattutto a fronte della contestazione della controparte. La sentenza ribadisce che l'onere di dimostrare la successione e l'accettazione dell'eredità spetta a chi intende proseguire il giudizio.
Continua »
Deducibilità costi: la prova è a carico del contribuente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando la non deducibilità di costi per oltre 100.000 euro a causa di fatture non sufficientemente dettagliate. La sentenza ribadisce il principio fondamentale secondo cui l'onere della prova sull'inerenza, certezza ed effettività dei costi spetta interamente al contribuente, e la mera registrazione contabile non è sufficiente. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso che miravano a una rivalutazione dei fatti, già esaminati conformemente nei due gradi di merito precedenti.
Continua »
Accertamento analitico induttivo: la prova da terzi
Una società di ristorazione ha contestato un accertamento fiscale basato sul metodo dell'accertamento analitico induttivo, fondato su documentazione extracontabile rinvenuta presso una lavanderia esterna (c.d. 'tovagliometro'). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'utilizzo di tali documenti come presunzioni gravi, precise e concordanti per ricostruire il reddito non dichiarato, qualora la contabilità aziendale risulti parzialmente inattendibile.
Continua »
Errore revocatorio: quando non è decisivo per la Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo i limiti dell'istituto dell'errore revocatorio. Nonostante la Corte avesse commesso un'evidente svista in una precedente ordinanza, ha stabilito che tale errore non era decisivo per l'esito del giudizio. La decisione principale di inammissibilità si basava su altre ragioni autonome e sufficienti, rendendo l'errore irrilevante ai fini della modifica del provvedimento.
Continua »
Errore di fatto: quando la Cassazione lo esclude
Una professionista del settore legale, dopo aver visto respinto il suo ricorso contro alcune cartelle esattoriali, ha chiesto la revocazione dell'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tre motivi principali: la ricorrente non era iscritta all'albo speciale per le giurisdizioni superiori, il ricorso era confuso e non autosufficiente, e gli errori lamentati non erano errori di fatto (sviste percettive), ma critiche all'interpretazione giuridica della Corte (errori di giudizio).
Continua »
Detraibilità IVA contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla detraibilità IVA per gli acquisti finanziati con contributi pubblici. La sentenza stabilisce che spetta al contribuente l'onere di provare che le spese sostenute siano inerenti a un'attività commerciale imponibile. In assenza di tale prova, il diritto alla detrazione non può essere riconosciuto. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva concesso una detrazione pro-rata senza una valutazione specifica delle prove fornite, ribadendo l'importanza fondamentale dell'onere della prova in materia fiscale.
Continua »
Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Una complessa vicenda familiare relativa alla proprietà di una villa porta a un'articolata battaglia legale. Dopo una condanna per ingiustificato arricchimento, la parte soccombente tenta la revocazione della sentenza della Cassazione che aveva confermato la decisione d'appello. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo i rigidi limiti di questo rimedio: la revocazione sentenza Cassazione non è ammessa per contrasto di giudicati né per presunti errori di valutazione, che costituiscono errori di giudizio e non errori di fatto percettivi.
Continua »
Errore di fatto del giudice: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello a causa di un palese errore di fatto del giudice. La Corte d'Appello aveva erroneamente attribuito un concorso di colpa a una società assicurativa, basandosi sulla supposizione che un assegno fosse stato spedito con posta ordinaria e non assicurata, nonostante un documento provasse il contrario. La Cassazione ha chiarito che tale svista costituisce un errore di giudizio che invalida la decisione, rinviando il caso per una nuova valutazione basata sui fatti correttamente accertati.
Continua »
Detraibilità IVA con contributi pubblici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detraibilità IVA è esclusa per gli acquisti di beni e servizi effettuati da un'associazione utilizzando contributi pubblici a fondo perduto. Se tali contributi finanziano attività istituzionali e non commerciali, gli acquisti non sono considerati imponibili ai fini IVA e, di conseguenza, l'imposta assolta non può essere detratta. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare il collegamento tra l'acquisto e un'attività commerciale imponibile spetta al contribuente.
Continua »