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Art. 391-ter Codice di Procedura Civile

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Revocazione per errore di fatto: il Fisco vince la lite
Una società impugna per revocazione una sentenza della Corte di Cassazione che confermava il recupero a tassazione di costi derivanti dalla svalutazione di crediti per oltre 1,2 milioni di euro. L'azienda sostiene che i Supremi Giudici abbiano commesso una svista materiale nell'individuazione dei crediti e che una sopravvenuta circolare dell'Agenzia delle Entrate giustifichi la deduzione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. La revocazione per errore di fatto non consente di rimettere in discussione valutazioni giuridiche o interpretazioni difensive già respinte. Inoltre, le circolari amministrative non costituiscono nuovi documenti decisivi né fonti di diritto vincolanti per il giudice. Il contribuente perde la causa ed è condannato alle spese.
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Revocazione per errore di fatto: Cassazione salva la polizza
A seguito del crollo di un capannone, un professionista veniva condannato al risarcimento in solido con altri soggetti. La Corte di Cassazione, con una prima ordinanza, negava l'indennizzo all'ingegnere affermando erroneamente che la polizza escludesse la copertura in caso di responsabilità solidale. Il professionista ha proposto ricorso per revocazione per errore di fatto dimostrando che il contratto limitava la copertura alla sola quota interna di colpa senza azzerarla. I giudici supremi hanno accolto il ricorso, cancellato la precedente statuizione errata e rinviato la causa alla Corte d'Appello per determinare l'indennizzo spettante.
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Errore di fatto revocatorio: quando la Cassazione respinge il ricorso
Una società cliente ha proposto ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo l'esistenza di un errore di fatto revocatorio. La controversia originaria riguardava la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla società nei confronti di una banca per presunte violazioni degli obblighi informativi legate a un finanziamento con contestuale investimento in fondi comuni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta. I giudici hanno chiarito che le contestazioni riguardavano una valutazione di decisività delle prove e non una svista materiale sugli atti. Inoltre, la decisione precedente si fondava su una motivazione autonoma non contestata dalla società. La cliente è stata condannata al pagamento delle spese di lite.
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Ricorso per revocazione: i limiti contro il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato avvisi di accertamento a una società edile e ai suoi soci per recuperare imposte non versate sulla vendita di alcuni immobili. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dei controlli fiscali rigettando le difese dei contribuenti. La società e i soci hanno quindi proposto un ricorso per revocazione, sostenendo che i giudici avessero trascurato una sentenza favorevole su un'annualità precedente. La Suprema Corte ha respinto definitivamente l'istanza. I magistrati hanno chiarito che il ricorso per revocazione non consente di ridiscutere l'interpretazione giuridica dei fatti o il valore probatorio dei documenti. L'impresa ha perso la causa e deve pagare le spese legali oltre al raddoppio del contributo unificato.
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Revocazione sentenza di Cassazione: limiti su dolo e rinvio
Una Società ha richiesto la revocazione sentenza di Cassazione pronunciata decenni prima, sostenendo che l'Amministrazione statale avesse vinto grazie a un comportamento fraudolento (dolo processuale). La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità totale del ricorso. La legge consente di impugnare per dolo le decisioni di legittimità solo quando la Corte ha definito la causa direttamente nel merito, senza necessità di nuovi accertamenti. Nel caso esaminato, invece, i giudici si erano limitati ad annullare la decisione precedente con rinvio a un nuovo tribunale. La Società ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Revocazione della sentenza di Cassazione: rigettato il ricorso
Gli eredi di un donante hanno proposto ricorso per la revocazione della sentenza di Cassazione che aveva confermato lo scioglimento della comunione ereditaria e la riduzione delle donazioni lesive della quota di legittima. I ricorrenti sostenevano la presenza di prove nuove e di un comportamento doloso della controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la revocazione della sentenza di Cassazione per motivi diversi dall'errore di fatto è ammessa solo se la Suprema Corte ha deciso la causa nel merito. Poiché la decisione impugnata era di mera legittimità, il ricorso non poteva essere accolto, confermando la vittoria dell'erede del legittimario.
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Ricorso per revocazione: quando l’insistenza diventa inammissibile
Il Promissario Acquirente e la Società Venditrice si scontrano sul trasferimento di alcuni immobili. Dopo una lunga serie di giudizi, il Promissario Acquirente propone un nuovo ricorso per revocazione contro una precedente decisione della Cassazione che aveva già deciso su una prima revocazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. L'impugnazione viola l'articolo 403 del codice di procedura civile, che vieta di proporre una revocazione contro una sentenza emessa all'esito di un precedente giudizio di revocazione. Inoltre, il ricorso è tardivo, essendo stato notificato ben oltre il termine di sei mesi previsto dalla legge. La Corte condanna il ricorrente alle spese e segnala il difensore al Consiglio dell'Ordine per l'uso di toni offensivi.
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Revocazione per errore di fatto: quando la svista non salva
Gli Eredi del Convenuto hanno proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza della Corte di Cassazione, lamentando un omesso esame di una sentenza d'appello e di un testamento olografo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la revocazione per errore di fatto non può essere utilizzata per contestare l'interpretazione o la valutazione di autosufficienza degli atti compiuta dalla Corte. Inoltre, la sentenza d'appello invocata non era munita della necessaria certificazione di passaggio in giudicato al momento del deposito, e il testamento olografo, oltre a non essere stato trascritto nel ricorso, era un documento nuovo inammissibile in sede di legittimità. Di conseguenza, gli Eredi hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Revocazione donazione per ingratitudine: Figlio aggredisce la madre, perde la proprietà
Un figlio aveva ricevuto in donazione la nuda proprietà di un immobile dalla madre, che si era riservata l'usufrutto. La madre, poi i suoi eredi, hanno chiesto la revocazione donazione per ingratitudine, motivata da aggressione fisica e impedimento all'uso dell'abitazione. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta, revocando la donazione. Il figlio ha proposto ricorso in Cassazione, che ha confermato la revocazione. Successivamente, il figlio ha tentato di revocare l'ordinanza della Cassazione, sostenendo un contrasto con una precedente assoluzione penale per gli stessi fatti. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale motivo non è previsto per le sue decisioni e che l'assoluzione penale non esclude la grave ingratitudine civile.
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Errore di fatto revocatorio: perizia ignorata? La Cassazione nega
Una società agricola ha chiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione sfavorevole in materia di ICI su terreni divenuti edificabili. La società sosteneva un errore di fatto revocatorio, accusando i giudici di non aver visto una perizia tecnica decisiva che dimostrava un valore inferiore dei terreni. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la mancata valorizzazione di una prova non è una svista materiale, ma un errore di valutazione, non contestabile con la revocazione. Inoltre, il ricorso non era 'autosufficiente', poiché non descriveva né localizzava la perizia in modo adeguato. La società ha quindi perso e la sentenza precedente è stata confermata.
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Revocazione sentenza Cassazione: Prova nuova non basta, ricorso perso
Un socio accomandatario impugnava un lodo arbitrale sostenendo che l'arbitro avesse deciso fuori tempo massimo. Dopo aver perso in Cassazione, tentava la via della **revocazione sentenza Cassazione** sulla base di un documento ritrovato. La Suprema Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che la revocazione contro una decisione della Cassazione è possibile solo se questa ha deciso la causa nel merito, e non quando si è limitata a rigettare il ricorso, confermando così la sentenza precedente. Il socio ha quindi perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Firma nulla su atto fiscale? Non basta per la revocazione in Cassazione
Una società ha tentato la revocazione della sentenza della Cassazione che la vedeva sconfitta in una causa tributaria. Le sue motivazioni erano due: la firma sull'avviso di accertamento era di un dirigente nominato con norme poi dichiarate incostituzionali e vi era un presunto conflitto con un'archiviazione penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la revocazione è uno strumento eccezionale, non utilizzabile per questi motivi. La stabilità delle sentenze definitive prevale, impedendo di riaprire un caso già chiuso, anche a fronte di successive pronunce di incostituzionalità o di provvedimenti penali non vincolanti.
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Assoluzione Penale vs Fisco: No alla Revocazione Sentenza Tributaria
Una società chiede la revocazione di una sentenza tributaria definitiva della Cassazione, che la condannava per l'indebita percezione di contributi pubblici. La richiesta si basa sulla successiva scoperta di una sentenza penale che, per gli stessi fatti, aveva assolto il legale rappresentante 'perché il fatto non sussiste'. La Cassazione dichiara la richiesta inammissibile. Il principio sancito è che la revocazione di una sentenza della Suprema Corte è possibile solo in casi limitatissimi, ad esempio se la Corte ha deciso la causa nel merito, e non quando si è limitata a un controllo di legittimità, come nel caso di specie. La società perde e viene condannata a pagare le spese.
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Assoluzione Penale vs Fisco: No alla Revocazione Sentenza Cassazione
Un'azienda, destinataria di un avviso di accertamento per contributi pubblici non dichiarati, ha tentato di annullare la sentenza definitiva della Cassazione che confermava il suo debito. La richiesta si basava su una sentenza penale, emersa successivamente, che assolveva il suo legale rappresentante per gli stessi fatti. La Corte Suprema ha però respinto la richiesta di **revocazione della sentenza della Cassazione**. Ha chiarito che le sue decisioni 'di legittimità', che controllano solo la corretta applicazione della legge, non possono essere revocate per la scoperta di nuove prove. L'assoluzione penale non può quindi riaprire il caso tributario ormai chiuso. L'azienda ha perso e il debito fiscale è stato confermato.
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Nomi errati in sentenza: sì alla correzione errore materiale
Un gruppo di persone si rivolge alla Corte di Cassazione per chiedere la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. Gli errori includevano cognomi scritti male e un elenco impreciso di chi aveva firmato accordi di conciliazione con due società. La Corte ha accolto la richiesta, stabilendo un importante principio: quando l'errore è una semplice svista, evidente 'a colpo d'occhio' confrontando la sentenza con gli atti del processo, si può usare la procedura rapida di correzione. La Corte ha quindi ordinato di modificare la sentenza originale, ristabilendo i nomi corretti e l'elenco esatto delle persone coinvolte negli accordi. L'esito è una vittoria per i richiedenti, che ottengono una sentenza formalmente corretta.
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Avvocato perde e insiste: condannato per lite temeraria
Un avvocato, dopo aver perso una causa di risarcimento danni, ha tentato di far revocare la decisione della Corte di Cassazione. Sosteneva che i giudici avessero commesso un errore di fatto, ignorando una sua precedente assoluzione in sede penale. La Corte ha respinto il ricorso, giudicandolo inammissibile. Ha chiarito che il dissenso sulle valutazioni del giudice non costituisce un errore di fatto. Inoltre, ha condannato l'avvocato per lite temeraria, sanzionando il suo comportamento come un abuso del processo e obbligandolo a pagare un ulteriore risarcimento alle controparti.
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Revocazione Sentenza Cassazione: Documento Nuovo Non Basta
Un Assicurato, dopo aver perso una causa contro la sua Compagnia Assicurativa per un indennizzo da furto, tenta di riaprire il caso. Chiede la **revocazione della sentenza della Cassazione** che aveva dichiarato inammissibile il suo precedente ricorso. A sostegno, presenta un nuovo documento (una requisitoria del PM) che a suo dire proverebbe la sua innocenza. La Corte di Cassazione, però, dichiara inammissibile anche questa nuova richiesta. Il principio è chiaro: la revocazione non si applica alle sentenze della Cassazione che si sono limitate a una pronuncia processuale (inammissibilità) senza decidere nel merito della questione. L'Assicurato perde nuovamente e viene condannato a pagare le spese legali.
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Revocazione sentenza Cassazione: parere legale non basta
Un dipendente pubblico, licenziato, tenta di riaprire il suo caso chiedendo la revocazione della sentenza della Cassazione che aveva confermato il licenziamento. Egli si basa su un parere legale, presentato come 'nuovo documento', che attesterebbe l'illegittima composizione dell'organo disciplinare. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. Stabilisce che un parere legale non è un documento nuovo e decisivo, ma una mera interpretazione di fatti già noti. Inoltre, chiarisce che le sue sentenze di rigetto possono essere impugnate per revocazione solo per errore di fatto, motivo non invocato dal ricorrente. Il dipendente perde e viene condannato a pagare le spese.
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Opposizione di terzo: limiti e regole in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un socio che ha proposto opposizione di terzo contro un'ordinanza di legittimità. Il ricorrente sosteneva di essere un litisconsorte necessario pretermesso in un giudizio tributario riguardante una società di persone ormai estinta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che l'opposizione di terzo ex art. 391-ter c.p.c. è ammessa solo contro decisioni della Cassazione che decidono la causa nel merito. Poiché l'ordinanza impugnata aveva disposto la cassazione con rinvio, non sussistevano i presupposti per questo tipo di impugnazione straordinaria.
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Revocazione Sentenza Cassazione: Prova Falsa Non Basta, Vince Debitore
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di richiesta di revocazione di una sua precedente ordinanza. L'erede di una creditrice sosteneva che la decisione fosse basata su una quietanza di pagamento risultata falsa. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che la scoperta di una prova falsa dopo una decisione della Cassazione non è un motivo valido per la revocazione, a meno che la Corte non avesse deciso la causa nel merito. In questo caso, avendo solo rigettato un precedente ricorso, la sua decisione non era revocabile. La stabilità delle sentenze della Corte Suprema prevale.
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