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Art. 391 Codice Civile

6 provvedimenti

Licenziamento Illegittimo: Azienda Rinuncia al Ricorso in Cassazione
Una Lavoratrice aveva ottenuto il riconoscimento del licenziamento illegittimo e la reintegrazione. L'Azienda, posta in Amministrazione Straordinaria, aveva presentato un ricorso in Cassazione contro questa decisione. Successivamente, l'Azienda ha formalmente dichiarato la Rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dalla Lavoratrice. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. Ha anche chiarito che, in caso di Rinuncia al ricorso in Cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato, una misura prevista solo per i ricorsi rigettati o dichiarati inammissibili.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Fine di una Servitù Contesa
Un proprietario ha avviato una causa per ottenere il riconoscimento di una servitù di passaggio su un fondo vicino. Dopo un primo esito favorevole, la Corte d'Appello ha parzialmente riformato la decisione, riconoscendo l'acquisizione della servitù per usucapione. Gli eredi del proprietario hanno presentato un ricorso in Cassazione contro questa sentenza. Tuttavia, durante il procedimento, hanno formalmente presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza alcuna statuizione sulle spese, a causa di tale rinuncia.
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Accordo e rinuncia al ricorso: niente sanzioni per l’azienda
Un lavoratore fa causa all'azienda per aver svolto mansioni superiori e vince nei primi gradi di giudizio. L'azienda decide di proseguire la battaglia legale. Durante l'ultimo grado di giudizio, le parti trovano un accordo amichevole e presentano una rinuncia al ricorso. La Corte chiude il caso dichiarando l'estinzione del processo. I giudici stabiliscono un principio fondamentale: chi formalizza la rinuncia al ricorso a seguito di una conciliazione non deve pagare il raddoppio della tassa giudiziaria. Questa sanzione economica si applica esclusivamente quando il giudice respinge la richiesta o la dichiara inammissibile, premiando così chi sceglie la via dell'accordo pacifico.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese in Cassazione
In una controversia edilizia giunta in Cassazione, la parte ricorrente ha presentato una rinuncia al ricorso a seguito di una transazione. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, chiarendo che, a differenza dei gradi di merito, in Cassazione la rinuncia è un atto unilaterale efficace senza accettazione. Quest'ultima rileva solo per evitare la condanna alle spese. È stato inoltre escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, non applicabile in caso di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
In una causa originata da un contratto preliminare di vendita, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della ricorrente. La Corte ha chiarito che tale rinuncia è efficace anche senza l'accettazione della controparte, poiché determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Di conseguenza, la parte rinunciante è stata condannata al pagamento delle spese legali, ma è stato escluso il raddoppio del contributo unificato, non applicabile in caso di estinzione.
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Estinzione del giudizio: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un caso di usucapione di un archivio storico. A seguito di un accordo transattivo tra le parti, la richiesta di cessazione della materia del contendere è stata interpretata come rinuncia al ricorso. La Corte ha stabilito che in caso di estinzione del giudizio non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, riservata solo ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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