La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9001/2025, si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale nei confronti degli ex soci di una società estinta. La Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento, previsto in presenza di reati tributari, è legittimo per Ires e Iva ma non si applica all'Irap, poiché le violazioni relative a tale imposta non costituiscono reato. Inoltre, ha ribadito che, anche in caso di accertamento induttivo "puro" per omessa dichiarazione, l'Amministrazione finanziaria deve considerare i costi sostenuti dall'impresa per determinare il reddito imponibile, al fine di rispettare il principio di capacità contributiva. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione su questi punti.
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