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Art. 39, comma 12, d.l. n. 98 del 2011

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Definizione Agevolata Liti Tributarie: L’Azienda Salva l’IVA Contesa
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'azienda la detrazione indebita dell'IVA relativa a "operazioni soggettivamente inesistenti" con una società "cartiera". Durante il ricorso in Cassazione, l'azienda ha scelto di avvalersi della "definizione agevolata liti tributarie". La Corte di Cassazione ha preso atto del buon esito di tale procedura. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto, ponendo fine alla controversia fiscale. Questo caso evidenzia l'efficacia della definizione agevolata come strumento per risolvere le dispute tributarie pendenti.
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Condono fiscale e contributi INPS: la Cassazione fa chiarezza
Un socio riceve un avviso di addebito dall'INPS per contributi previdenziali calcolati su un maggior reddito accertato dall'Agenzia delle Entrate. Il contribuente impugna l'atto sostenendo che l'adesione al condono fiscale estingua anche la pretesa previdenziale, rendendo l'accertamento non definitivo. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che il condono fiscale e contributi INPS viaggiano su binari separati. La definizione agevolata della lite tributaria ha efficacia limitata alle tasse e non impedisce all'INPS di pretendere i contributi sul maggior reddito accertato, che conserva valore presuntivo. Senza prove contrarie fornite dal lavoratore autonomo, l'accertamento previdenziale è pienamente valido.
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Condono tributario e debiti contributivi: l’INPS non si cancella
Il Contribuente ha richiesto l'annullamento del proprio debito contributivo verso l'INPS, sostenendo che la definizione agevolata della lite fiscale avesse estinto anche la pretesa previdenziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il condono tributario e debiti contributivi viaggiano su binari separati. L'accettazione del condono fiscale ha efficacia esclusivamente per il contenzioso con il fisco e non cancella l'obbligo di pagare i contributi previdenziali calcolati sul maggior reddito accertato, il quale mantiene valore presuntivo se non specificamente contestato dal lavoratore.
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Notifica Appello Tributario: Timbro Postale Salva l’Agenzia
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia Fiscale. Il giudice di merito aveva erroneamente ritenuto mancante la prova della tempestiva notifica appello tributario. La Cassazione ha invece chiarito che l'elenco delle raccomandate, con timbro e data dell'ufficio postale, depositato insieme all'atto di appello, costituisce prova sufficiente della spedizione nei termini. La Corte ha inoltre considerato una speciale sospensione dei termini di legge che confermava la tempestività dell'azione. L'Agenzia Fiscale vince sul piano procedurale e il processo dovrà essere celebrato nel merito.
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Credito d’imposta e controllo automatizzato: sì
Una società si opponeva al recupero di un credito d'imposta tramite controllo automatizzato, ritenendo necessaria una procedura di accertamento formale. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'uso del controllo automatizzato è legittimo quando la verifica si basa su dati oggettivi e formali presenti nella dichiarazione, senza necessità di complesse valutazioni di merito. La decisione del giudice di grado inferiore è stata quindi annullata.
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Termini impugnazione: sospensioni non cumulabili
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, stabilendo un principio chiave sui termini di impugnazione: la sospensione feriale è assorbita da una sospensione speciale ex lege e non può essere aggiunta ad essa, portando alla decadenza dell'azione.
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Sospensione termini processuali: la Cassazione chiarisce
Un appello dell'Agenzia delle Entrate, inizialmente ritenuto tardivo, è stato giudicato tempestivo dalla Corte di Cassazione. La Corte ha chiarito che la speciale sospensione dei termini processuali di sei mesi, prevista per le liti definibili in via agevolata, si aggiunge al termine ordinario di impugnazione, anche se quest'ultimo scade durante il periodo di sospensione. Questa proroga assorbe la sospensione feriale e si applica automaticamente a tutte le parti del processo.
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Sopravvenienza attiva e oneri non fatturati: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4666/2024, ha chiarito che i costi annotati in contabilità come "fatture da ricevere" e non pagati per un lungo periodo possono generare una sopravvenienza attiva tassabile. Il caso riguardava una società a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la deduzione di costi per diversi esercizi, poiché le relative fatture non erano mai state emesse dai fornitori. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la prolungata assenza di fatturazione e di richieste di pagamento costituisce una presunzione sufficiente della cancellazione del debito, trasformandolo in un componente positivo di reddito per l'impresa. La Corte ha inoltre precisato che la sospensione feriale dei termini si applica anche quando scade un termine perentorio durante il mese di agosto, anche in presenza di precedenti sospensioni speciali.
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Definizione agevolata: quando non estingue il debito
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava estinto un contenzioso tributario basandosi su una definizione agevolata richiesta da un coobbligato. La Corte ha chiarito che se l'Agenzia delle Entrate nega la definizione e tale diniego non viene impugnato, il condono non si perfeziona e il processo deve continuare. Il caso è stato quindi rinviato per una nuova valutazione.
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Accertamento bancario: la Cassazione sui prelievi
Un libero professionista ha impugnato un avviso di accertamento fondato su indagini bancarie. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo principi cruciali sull'accertamento bancario. Ha confermato che la presunzione di reddito per i prelievi non giustificati non si applica ai professionisti. Ha inoltre censurato la sentenza precedente per "motivazione apparente", in quanto non aveva esaminato le prove documentali del contribuente. Infine, ha ribadito che l'IRAP è dovuta solo se l'Agenzia delle Entrate prova l'esistenza di un'autonoma organizzazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: effetti sul socio di S.r.l.
Una società a responsabilità limitata che aderisce a una definizione agevolata per chiudere una lite fiscale non salva automaticamente il socio dall'accertamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che la posizione fiscale della società e quella del socio sono autonome. Pertanto, la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili al socio rimane valida, e l'Amministrazione Finanziaria può procedere con l'accertamento IRPEF nei suoi confronti, nonostante il condono societario.
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Sospensione termini impugnazione: cumulo non ammesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente per tardività. Il caso verteva sul corretto calcolo del termine per impugnare una sentenza tributaria, in relazione alla speciale sospensione termini impugnazione di 11 mesi introdotta dalla L. 197/2022. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: questa sospensione speciale assorbe la sospensione feriale e non è cumulabile con essa, rendendo il ricorso, notificato oltre il termine così ricalcolato, irrimediabilmente tardivo.
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