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Art. 380 Codice Penale

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48 provvedimenti

Truffa avvocato: quando l’inganno è reato?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa a carico di un avvocato, chiarendo un principio fondamentale. Per configurare il reato di truffa avvocato, l'inganno deve avvenire prima e allo scopo di ottenere il pagamento. Se la condotta fraudolenta è successiva e serve solo a nascondere l'inadempimento, il reato non sussiste. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che applichi correttamente questo criterio.
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Responsabilità avvocato: onere della prova del danno
Un cliente ha citato in giudizio i suoi legali per non averlo informato dell'esito negativo di una causa, impedendogli di presentare appello. La Corte d'Appello, pur riconoscendo la colpa degli avvocati, ha negato il risarcimento per mancata prova che l'appello avrebbe avuto successo. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo che in un caso di responsabilità avvocato, il giudice deve valutare attivamente le prove fornite dal cliente sulla potenziale esistenza del danno e sulle probabilità di successo dell'appello, senza porre su di lui un onere probatorio eccessivo.
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Calunnia e onere della prova: la Cassazione decide
Un avvocato, falsamente accusato di frode e patrocinio infedele da un ex cliente, ricorre in Cassazione contro l'assoluzione di quest'ultimo dal reato di calunnia. La Suprema Corte annulla la sentenza limitatamente agli effetti civili, rilevando che i giudici di merito hanno ignorato prove documentali decisive. Il caso è stato rinviato al giudice civile competente per una nuova valutazione della richiesta di risarcimento del danno.
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Rinnovazione prova dichiarativa: quando è obbligatoria?
Un avvocato, assolto in primo grado dall'accusa di aver falsificato un provvedimento giudiziario e di infedele patrocinio, veniva condannato in appello. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna perché il giudice d'appello ha ribaltato la decisione basandosi su una diversa interpretazione della testimonianza della persona offesa, senza però procedere alla necessaria rinnovazione prova dichiarativa, violando un principio fondamentale del giusto processo.
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Patrocinio infedele: condanna anche senza testimoni
Un avvocato, assolto in primo grado dall'accusa di patrocinio infedele per aver indotto un cliente a cedere un credito per un valore inferiore, viene dichiarato civilmente responsabile dalla Corte d'Appello. La Cassazione conferma la decisione, chiarendo che il giudice d'appello non è obbligato a riesaminare i testimoni se la sua decisione di ribaltare l'assoluzione si fonda su una diversa valutazione delle prove documentali, piuttosto che su quelle testimoniali. La condotta sleale del legale è stata provata dai documenti stessi.
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Patrocinio infedele: Cassazione su prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per patrocinio infedele a carico di un avvocato. Il legale aveva fatto firmare al proprio cliente dei fogli in bianco per giustificare la ricezione di una cospicua somma di denaro. Sebbene i fatti fossero stati ritenuti sussistenti, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, annullando la condanna senza un rinvio a un nuovo giudizio.
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Patrocinio infedele: quando l’avvocato non nuoce
La Corte di Cassazione annulla una condanna per patrocinio infedele a carico di un avvocato, stabilendo un principio fondamentale: per la configurabilità del reato non è sufficiente la violazione dei doveri professionali, ma è indispensabile la prova di un nocumento concreto e reale agli interessi del cliente. La Corte ha ritenuto carente la motivazione della sentenza d'appello sia sulla dimostrazione di tale danno nei procedimenti penali, sia sull'esistenza di un mandato formale in un procedimento civile.
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Patrocinio infedele: quando l’avvocato non agisce
La Corte di Cassazione chiarisce i confini del reato di patrocinio infedele e truffa a carico di un avvocato. La sentenza analizza diversi casi in cui un legale, con raggiri, ha ingannato i propri clienti sull'andamento delle cause, incassando onorari per attività mai svolte o svolte con negligenza. La Corte ha annullato alcune condanne, specificando che il patrocinio infedele non sussiste se non è pendente un procedimento giudiziario. Allo stesso modo, è stata esclusa la truffa tentata in un caso in cui non era ipotizzabile un ingiusto profitto per il professionista. Per le altre accuse, il ricorso è stato respinto, confermando la responsabilità del legale.
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