La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento sintetico relativo agli anni 2006-2008. Un commerciante era stato oggetto di un avviso di accertamento basato sia sul possesso di beni-indice (redditometro) sia su incrementi patrimoniali. La Corte ha chiarito che la normativa applicabile è quella anteriore alla riforma del 2010, la quale permette la coesistenza di entrambi i metodi di accertamento. Inoltre, ha precisato la natura dell'onere probatorio a carico del contribuente, il quale non deve solo dimostrare la disponibilità di somme non tassabili, ma anche provare che non siano state usate per altri fini. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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