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Art. 38-bis d.P.R. n. 633/72

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Detraibilità IVA investimenti iniziali: vince l’azienda, perde il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un'azienda la **detraibilità IVA investimenti iniziali** per i costi di ristrutturazione di un immobile. L'azienda, pur non avendo ancora avviato le proprie attività economiche a causa di ritardi, aveva acquistato e ristrutturato l'immobile per scopi futuri (sede, locazione, centro congressi). La Cassazione ha stabilito che un'azienda può detrarre l'IVA sugli investimenti iniziali anche prima dell'effettivo inizio dell'attività, purché l'intenzione di avviare un'attività economica sia oggettivamente provata e non fraudolenta. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando il diritto dell'azienda alla detrazione.
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Detrazione IVA per attività preliminari: vince chi investe, non chi attende
Un Centro di Ricerche acquistò e ristrutturò un immobile per avviare attività future, come ricerca, produzione energetica e centro congressi. Nonostante l'attività economica non fosse ancora iniziata, l'Agenzia delle Entrate negò la detrazione IVA per attività preliminari relative ai costi di ristrutturazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla detrazione IVA spetta anche per spese sostenute in fase preparatoria, purché vi sia un'intenzione oggettiva di avviare un'attività economica e il ritardo non dipenda dalla volontà dell'azienda. L'Agenzia delle Entrate ha perso la causa e dovrà pagare parte delle spese legali.
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Sospensione Rimborso IVA: Fisco blocca il pagamento, non la prescrizione
Un'azienda chiede un rimborso IVA e l'Agenzia delle Entrate comunica la sospensione della procedura per accertamenti. Trascorsi molti anni, l'Agenzia nega il rimborso per prescrizione. La Cassazione chiarisce un punto fondamentale: la comunicazione di sospensione del procedimento di pagamento non equivale alla sospensione della prescrizione. La semplice **sospensione rimborso IVA** a livello procedurale non ferma il decorso del tempo utile per far valere il proprio diritto. Di conseguenza, il diritto dell'azienda al rimborso si è estinto. L'Agenzia delle Entrate vince la causa.
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Giurisdizione: rimborsi IVA e polizze fideiussorie
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative all'escussione di polizze fideiussorie per rimborsi IVA spetta al giudice ordinario. Il caso riguardava una società che aveva impugnato le comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate volte a escutere le garanzie prestate. La Corte ha chiarito che la polizza fideiussoria non è un atto impositivo, ma un rapporto contrattuale autonomo volto a indennizzare il creditore, rendendo quindi incompetente il giudice tributario.
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Polizza fideiussoria: autonomia e fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la polizza fideiussoria rilasciata per rimborsi IVA è autonoma rispetto al rapporto d'imposta. Nel caso di specie, l'Agenzia delle Entrate aveva chiesto l'ammissione al passivo del fallimento di una società garante. I giudici di merito avevano negato il credito per omessa notifica della richiesta di pagamento e degli avvisi di accertamento al debitore. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che l'insolvenza del garante rende i debiti immediatamente scaduti e che la notifica degli atti impositivi al garantito è irrilevante per l'escussione della garanzia.
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Rimborso IVA cessazione attività: la Cassazione riflette
Un professionista cessava la propria attività nel 2008 senza richiedere un rimborso IVA relativo al 2007. Anni dopo, gli eredi presentavano istanza, respinta dall'Agenzia delle Entrate per tardività. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al contribuente, la Corte di Cassazione, alla luce di una nuova sentenza della Corte di Giustizia UE sulla tempistica del rimborso IVA cessazione attività, ha sospeso la decisione e rinviato il caso alla pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Rimborso IVA: la Cassazione sui termini per interessi
Una società ha contestato il calcolo degli interessi su un rimborso IVA ricevuto in ritardo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28588/2025, ha chiarito che il termine per la maturazione degli interessi di mora è di sessanta giorni dalla disposizione di pagamento dell'Ufficio. La sentenza impugnata è stata cassata perché aveva erroneamente applicato un termine diverso, basandosi su una norma che regola i soli rapporti interni tra Amministrazione e concessionario della riscossione.
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Rimborso IVA: 10 anni se cessa l’attività
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di cessazione dell'attività, la richiesta di rimborso IVA indicata nella dichiarazione fiscale è soggetta al termine di prescrizione ordinario di dieci anni e non al termine di decadenza biennale. Un'erede ha agito per ottenere un credito IVA del defunto, e la Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, la quale sosteneva la tardività della richiesta. È stato inoltre dichiarato inammissibile il motivo con cui l'Agenzia contestava per la prima volta in Cassazione la prova del credito.
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Cessazione materia del contendere: rimborso ottenuto
Una società ha richiesto il rimborso del costo di una fideiussione all'Agenzia delle Entrate. Dopo il diniego iniziale e i ricorsi, l'Agenzia ha concesso il rimborso in autotutela durante il giudizio in Cassazione. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché il motivo del litigio era venuto meno, compensando le spese legali tra le parti.
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