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Art. 371 Codice Penale

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Falso giuramento: l’appello respinto, confermata la condanna penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un Imputato, confermando la sua condanna per falso giuramento. L'Imputato aveva prestato un falso giuramento in una causa civile, scatenando un procedimento penale. La Suprema Corte ha ritenuto infondate le sue contestazioni, qualificandole come mere doglianze di fatto e tentativi di rivalutare le prove già esaminate. Ha inoltre respinto la richiesta di circostanze attenuanti, sottolineando la gravità del fatto e le sue conseguenze sulla parte civile. L'Imputato dovrà pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
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Rinnovazione dell’istruzione dibattimentale: stop alla condanna
Un ex dipendente, accusato del reato di falso giuramento per aver affermato in sede civile di aver saldato ogni debito verso l'azienda, veniva assolto in primo grado per mancanza di prove certe. La società datrice di lavoro proponeva appello ai soli effetti civili. La Corte di appello ribaltava la decisione e condannava il lavoratore al risarcimento del danno con una pesante provvisionale, senza riascoltare i testimoni. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con rinvio al giudice civile. I giudici supremi hanno stabilito che la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale è obbligatoria anche quando l'appello proviene dalla sola parte civile e si intende ribaltare un'assoluzione basata su prove dichiarative, disponendo contestualmente la sospensione immediata della provvisionale.
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Falso giuramento sul debito: la correzione non salva il colpevole
Un debitore, durante una causa civile, ha prestato un giuramento decisorio dichiarando falsamente di aver saldato il proprio debito verso un professionista. Accusato del reato di falso giuramento, è stato condannato nei primi due gradi di giudizio. Il debitore ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata concessione di un termine a difesa dopo che il pubblico ministero aveva ridotto l'importo del debito contestato nell'imputazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la riduzione della somma costituisce una mera rettifica di errore materiale e non una modifica sostanziale dell'accusa. Di conseguenza, non vi è stata alcuna violazione dei diritti della difesa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni.
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Messa alla prova senza risarcimento: la Cassazione annulla tutto
Il Tribunale di Cagliari aveva dichiarato estinto per esito positivo della messa alla prova il reato di falso giuramento contestato a un cittadino. Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione evidenziando gravi irregolarità: il programma non prevedeva condotte volte a riparare il danno economico subito dalla vittima, l'ente di volontariato non era convenzionato e mancavano le firme di presenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'assenza di impegni risarcitori e il mancato svolgimento regolare delle attività lavorative precludono la valutazione positiva del percorso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza di proscioglimento, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Falso giuramento e risarcimento: la Cassazione frena i danni
Un cittadino ha chiesto il risarcimento dei danni contro il fratello per un presunto falso giuramento prestato in una causa di usucapione. Il tribunale e la corte d'appello hanno rigettato la domanda, ritenendo non provata la falsità, anche a causa dell'archiviazione del procedimento penale per il reato di falso giuramento. Il danneggiato ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando una questione di massima importanza riguardante il rapporto tra l'azione civile di risarcimento e la presunzione di innocenza dopo un'archiviazione penale, ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per approfondire la questione con il Procuratore Generale.
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Falso giuramento della parte: cliente condannato per debiti negati
Un cliente, accusato di falso giuramento della parte, ha presentato ricorso in Cassazione dopo essere stato condannato per aver giurato in una causa civile di aver saldato le parcelle di un professionista. Il cliente sosteneva di aver pagato in contanti ma non ha mai fornito alcuna prova a sostegno della sua versione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la sua difesa generica e del tutto priva di riscontri. La condanna è stata quindi confermata, stabilendo che la sola parola non basta a provare un pagamento, soprattutto di fronte a un giuramento.
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Falso giuramento e risarcimento: quando la bugia non basta
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento danni proposta da un soggetto contro il proprio fratello, accusato di aver prestato un **falso giuramento** durante una causa per usucapione. Nonostante il procedimento penale per spergiuro fosse stato archiviato, il ricorrente sosteneva che il giudice civile dovesse comunque accertare la falsità delle dichiarazioni. La Suprema Corte ha chiarito che l'illecito civile è autonomo da quello penale. Tuttavia, per ottenere il risarcimento, non basta dimostrare una menzogna parziale. È necessario provare che tale falsità abbia causato un danno ingiusto, ovvero che senza di essa l'esito della causa sarebbe stato diverso. Nel caso di specie, la menzogna riguardava solo l'uso di alcuni locali come deposito e non il possesso esclusivo necessario per l'usucapione, rendendo la condotta irrilevante ai fini del danno.
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Falso giuramento: conseguenze penali e civili
La Corte di Cassazione ha confermato la rilevanza penale del falso giuramento reso in sede civile, anche qualora il giudice non abbia preventivamente avvertito la parte delle conseguenze penali del mendacio. Il caso riguardava un soggetto che aveva falsamente giurato di aver saldato i compensi professionali di un avvocato. Nonostante l'estinzione del reato per prescrizione, la Corte ha confermato le statuizioni civili, ribadendo che l'interesse protetto dall'art. 371 c.p. e la veridicita della prova legale, indipendentemente dalle irregolarita procedurali civili previste dall'art. 238 c.p.c.
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Falso giuramento: la Cassazione e la formula complessa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47673/2023, ha stabilito un principio cruciale in materia di falso giuramento. Il caso riguarda un imprenditore, assolto in primo grado e poi condannato in appello, per aver giurato il falso in una causa civile. La difesa sosteneva che la complessità della formula del giuramento escludesse l'intenzione di mentire. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la valutazione sull'ammissibilità e sulla chiarezza della formula del giuramento spetta esclusivamente al giudice civile. Il giudice penale deve limitarsi a verificare la falsità della dichiarazione e la consapevolezza del giurante, non potendo sindacare le scelte processuali della sede civile.
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Falso giuramento: assoluzione e risarcimento civile
La Corte di Cassazione conferma l'assoluzione per il reato di falso giuramento, rigettando il ricorso della parte civile. Il caso riguardava due persone accusate di aver falsamente giurato l'estinzione di un debito verso un avvocato. La Corte ha ritenuto logica la motivazione della Corte d'Appello, che aveva assolto gli imputati basandosi sulla credibilità della loro difesa di compensazione dei crediti. Viene chiarito che, in sede di impugnazione per i soli effetti civili, il giudice valuta la responsabilità secondo il criterio del 'più probabile che non', tipico del processo civile, e non quello penale dell' 'oltre ogni ragionevole dubbio'.
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Giuramento decisorio: assoluzione per incertezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un avvocato contro l'assoluzione di un suo ex cliente dall'accusa di falso giuramento. L'imputato era stato assolto in appello per aver giurato di aver pagato una parcella, a fronte di prove incerte e pagamenti avvenuti molti anni prima. La Cassazione ha confermato che, in presenza di un quadro probatorio non univoco e di un'incertezza insuperabile sui fatti, l'assoluzione è correttamente motivata, poiché la falsità di un giuramento decisorio richiede una prova chiara e inequivocabile.
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Falso giuramento in famiglia: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falso giuramento a carico di due fratelli. Il caso riguarda la cessione fittizia di quote di una farmacia di famiglia, ereditata dopo la morte del padre. Durante un processo civile, i due imputati avevano giurato di aver regolarmente pagato e ricevuto il corrispettivo della vendita, una circostanza risultata non veritiera. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo logica la valutazione dei giudici di merito che avevano considerato inverosimile un pagamento di ingente valore in contanti e senza alcuna traccia finanziaria, valorizzando invece le prove che confermavano l'accordo simulatorio iniziale tra i fratelli.
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Falso giuramento: la motivazione rafforzata in appello
La Corte di Cassazione ha annullato, ai soli fini civili, una sentenza di assoluzione per il reato di falso giuramento. La Corte ha ritenuto che il giudice d'appello avesse fornito una motivazione insufficiente, ignorando prove convergenti e non rispettando l'obbligo di 'motivazione rafforzata' necessario per ribaltare una condanna di primo grado.
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Giuramento decisorio: no a funzionari pubblici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della curatela fallimentare di una società contro un ente pubblico regionale. Il punto centrale della decisione riguarda l'inammissibilità del giuramento decisorio deferito a un funzionario pubblico (nella specie, un Assessore pro tempore). La Corte ha stabilito che il funzionario, agendo in virtù di un "munus" pubblico, non ha la libera e autonoma disponibilità dei diritti dell'amministrazione e non può quindi impegnarla con un atto volitivo personale come il giuramento, che ha effetti irrevocabili sul diritto controverso.
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Falso per induzione: quando una sentenza è falsa?
La Corte di Cassazione ha assolto un imprenditore dall'accusa di falso per induzione, per aver presumibilmente ingannato il Consiglio di Stato con un certificato antedatato. La Corte ha chiarito che il reato si configura solo quando l'inganno costituisce una premessa inevitabile per la decisione del giudice, escludendo i casi in cui il documento ingannevole è semplicemente uno degli elementi probatori soggetti alla libera valutazione del magistrato. In questo caso, l'eventuale errore del giudice amministrativo è stato considerato un errore di valutazione e non una conseguenza diretta e necessaria dell'inganno.
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Falso giuramento: registrazioni ammesse come prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falso giuramento. La sentenza conferma che le registrazioni di conversazioni effettuate da uno dei partecipanti sono prove documentali valide, anche se avvenute in luoghi di lavoro come un ufficio o la cucina di un ristorante, poiché non sono considerati privata dimora.
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Falso giuramento e risarcimento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21596/2025, affronta un caso di risarcimento per falso giuramento. La Corte ha stabilito che, se un processo penale si conclude con l'annullamento della condanna per prescrizione, il giudice civile non è vincolato da quella decisione. Per accertare il danno, deve riesaminare autonomamente tutte le prove, come le quietanze di pagamento, che possono prevalere sulle testimonianze, specialmente se non si tratta di confessioni dirette alla controparte.
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