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Art. 37, comma 24, d.l. 4 luglio 2006, n. 223

10 provvedimenti

Fallimento e Raddoppio Termini Accertamento: La Cassazione Interviene
Il Fallimento di una società ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, che aveva ricostruito i ricavi della società dopo una dichiarazione "in bianco" e applicato il raddoppio termini accertamento. La Commissione Tributaria Regionale aveva confermato l'accertamento. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza della questione sulla compatibilità dell'applicazione congiunta del raddoppio dei termini di accertamento con la proroga biennale, ha deciso di rimettere la causa in pubblica udienza. Questo significa che la Corte non ha emesso una decisione finale, ma ha ritenuto necessario un approfondimento della questione giuridica.
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Raddoppio Termini Accertamento: Quando l’IRAP sfugge al Fisco
L'Amministrazione Fiscale ha emesso avvisi di accertamento per IRES, IVA e IRAP contro un'Azienda, applicando il raddoppio termini accertamento per presunti reati tributari. L'Azienda ha contestato la legittimità di tale raddoppio e la motivazione degli avvisi. La Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini è valido per IRES e IVA in presenza di seri indizi di reato, indipendentemente dall'esito penale. Tuttavia, ha chiarito che il raddoppio non si applica all'IRAP. Di conseguenza, ha annullato l'accertamento per l'IRAP, ma ha confermato gli altri.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude la lite
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante accertamenti Irpef, Irap e Iva per l'anno 2006. La controversia verteva inizialmente sulla legittimità del raddoppio dei termini di decadenza per l'accertamento erariale. Tuttavia, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento delle somme dovute. Poiché l'Agenzia delle Entrate ha confermato il perfezionamento della procedura e non è intervenuto alcun diniego, la Corte ha sancito la fine del processo per cessata materia del contendere.
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Onere della prova IVA: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista contestare recuperi IVA per cessioni intracomunitarie, esportazioni e operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, annullando la decisione di secondo grado per 'motivazione apparente'. La Corte ha sottolineato che, in tema di onere della prova IVA, il giudice deve analizzare specificamente i documenti forniti dal contribuente (es. CMR) e non può rigettarli con formule generiche, altrimenti la sentenza è nulla.
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Raddoppio dei termini: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante il raddoppio dei termini di accertamento e le operazioni soggettivamente inesistenti. Una società agricola aveva impugnato un avviso di accertamento per IVA e imposte dirette, contestando l'applicazione del termine raddoppiato in assenza di un procedimento penale per reati tributari. La Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini è legittimo per imposte sui redditi e IVA se sussiste l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'esito del procedimento, ma non si applica all'IRAP. Inoltre, ha cassato la sentenza di merito perché il giudice non aveva adeguatamente motivato in merito alla consapevolezza del contribuente nella presunta frode IVA, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Raddoppio dei termini: la Cassazione esclude l’IRAP
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6864/2025, ha parzialmente accolto il ricorso di alcuni contribuenti, stabilendo un principio fondamentale: il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale, previsto in presenza di reati tributari, non è applicabile all'IRAP. La Corte ha invece confermato la legittimità della notifica agli ex-soci di società estinte e la corretta ripartizione dell'onere della prova in caso di operazioni inesistenti.
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Raddoppio dei termini: rileva la legge al momento del fatto
Una società ha impugnato un avviso di accertamento notificato oltre i termini ordinari, ma entro quelli raddoppiati. La società sosteneva che una modifica legislativa, intervenuta prima dell'accertamento ma dopo la scoperta della violazione, aveva innalzato la soglia di punibilità, rendendo la condotta non più penalmente rilevante e inapplicabile il raddoppio dei termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la normativa da considerare per il raddoppio dei termini è quella in vigore al momento dell'accertamento della violazione e della trasmissione della notizia di reato, essendo irrilevanti le successive modifiche normative più favorevoli.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'indetraibilità dell'IVA per una società coinvolta in operazioni soggettivamente inesistenti. È stato accertato che la società agiva come uno schermo fittizio per deviare costi da un'altra impresa collegata, gestita dallo stesso soggetto. La consapevolezza della frode, desunta dalla stretta relazione tra le entità, è stata decisiva per negare il diritto alla detrazione, ribadendo che la forma non può prevalere sulla sostanza della transazione economica.
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Raddoppio dei termini: si applica anche al socio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale, previsto in caso di reati tributari, si applica anche al socio accomandante di una società di persone. Questa estensione opera in virtù del principio di trasparenza fiscale, anche se il socio non è direttamente coinvolto nell'illecito penale commesso dalla società. La decisione si basa sull'unitarietà dell'accertamento del reddito societario, che viene imputato direttamente ai soci.
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Raddoppio dei termini: quando si applica ai soci?
La Corte di Cassazione ha confermato che il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale, scaturito da reati tributari commessi da una società, si applica anche al socio accomandante per il reddito di partecipazione. È sufficiente la sussistenza dell'obbligo di denuncia penale a carico della società, a prescindere da una specifica contestazione al socio.
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