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Art. 367 Codice della Crisi d'Impresa

9 provvedimenti

Liquidazione giudiziale termine ricorso: no ai sessanta giorni
Un creditore garantito da fideiussione ha richiesto l'apertura della procedura concorsuale contro una società debitrice non adempiente. Dopo l'accoglimento del reclamo in appello con la dichiarazione di crisi, la società si è opposta con ricorso alla Corte di Cassazione. Il giudizio ha affrontato la tempestività dell'impugnazione. La Suprema Corte ha stabilito che per la liquidazione giudiziale termine ricorso resta rigorosamente fissato in trenta giorni. L'azienda debitrice ha notificato l'atto oltre la scadenza prevista dall'articolo 51 del Codice della Crisi. I giudici hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione tardiva della società, confermando l'apertura della procedura e condannandola alle spese di causa.
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Liquidazione giudiziale: quando la perizia non salva l’impresa
Una società in liquidazione ha impugnato la dichiarazione di apertura della sua liquidazione giudiziale, sostenendo che i suoi debiti complessivi fossero inferiori alla soglia di 500.000 euro prevista dalla legge. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo evidenziando gravi incongruenze tra la perizia contabile presentata dalla società e i debiti effettivamente accertati nello stato passivo. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso, confermando che l'onere della prova circa il mancato superamento delle soglie dimensionali spetta interamente al debitore. Poiché la società non ha fornito una ricostruzione attendibile e completa della propria situazione debitoria, la decisione di assoggettarla alla liquidazione giudiziale è corretta e insindacabile nel merito.
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Data certa liquidazione giudiziale: prova pagamento
Un socio ha impugnato la liquidazione giudiziale della propria società, sostenendo di aver saldato i creditori prima dell'apertura della procedura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il punto cruciale è stata la mancanza di una 'data certa' sui documenti presentati come prova del pagamento, una valutazione di fatto che non può essere riesaminata in sede di legittimità. La questione della data certa nella liquidazione giudiziale si è rivelata decisiva per l'esito della controversia.
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Liquidazione Giudiziale: prova dell’insolvenza
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società per un credito di lavoro non pagato. La società non si è presentata in giudizio né ha depositato i bilanci. Il Tribunale ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale basandosi su diversi indizi di insolvenza, tra cui il mancato pagamento del debito, un'ingente esposizione debitoria verso l'INPS e la totale inerzia della società, considerati sufficienti a provare l'incapacità di adempiere alle proprie obbligazioni.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice. Quest'ultima non si è costituita in giudizio né ha depositato la documentazione contabile. Il Tribunale, sulla base di prove acquisite d'ufficio, come ingenti debiti erariali e previdenziali, un protesto e il mancato deposito dei bilanci, ha dichiarato lo stato di insolvenza della società, aprendo la procedura di liquidazione giudiziale e nominando un curatore.
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Liquidazione giudiziale: quando si dichiara?
Un creditore, titolare di un credito da lavoro, ha richiesto con successo la liquidazione giudiziale di una società. Il Tribunale ha dichiarato lo stato di insolvenza sulla base di molteplici indicatori, tra cui ingenti debiti previdenziali, la mancata presentazione dei bilanci e l'esito negativo di precedenti azioni esecutive. La mancata costituzione in giudizio della società debitrice è stata un fattore decisivo, poiché non ha fornito la prova contraria sull'assoggettabilità alla procedura.
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Liquidazione giudiziale: i criteri per l’apertura
Il Tribunale di Monza ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una ditta individuale a seguito del ricorso di un creditore. La decisione si fonda sulla conclamata insolvenza del debitore, provata da molteplici debiti (verso il creditore, Fisco e enti previdenziali) e dalla sua mancata costituzione in giudizio, che ha impedito la verifica delle soglie di fallibilità.
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Liquidazione giudiziale: quando si dichiara aperta?
A seguito del ricorso del Pubblico Ministero, il Tribunale di Monza ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una società commerciale. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza, evidenziato da ingenti debiti tributari e previdenziali e dal superamento delle soglie di legge. La società, pur regolarmente notificata, non si è costituita in giudizio, un comportamento che ha ulteriormente rafforzato la convinzione del Tribunale.
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Liquidazione giudiziale: quando si presume l’insolvenza
Il Tribunale di Ancona (Sentenza N.R.G. PU 60-1/2025 del 01/07/2025) ha aperto la liquidazione giudiziale di una S.R.L.S. su ricorso di due creditori. La decisione si fonda sulla presunzione di superamento dei limiti dimensionali (art. 2 CCII), dato il mancato deposito dei bilanci dal 2014, e sullo stato di insolvenza conclamato, con debiti per oltre 400.000 euro verso dipendenti, fisco e enti previdenziali, superando la soglia di cui all'art. 49 CCII.
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